La milanese Anna Iberti fu fotografata da Federico Patellani con il titolo del Corriere della Sera: ora diventa il 15esimo murale del progetto che racconta la storia nelle vie del quartiere popolare dell’Ortica.
Grazie al coinvolgimento di artisti di strada, studenti e cittadini, nel quartiere popolare dell’Ortica sui muri del borgo si è raccontato, e si racconta, la storia locale e del ‘900. Un vero museo a cielo aperto e gratuito per i singoli cittadini o i gruppi, sempre più numerosi, di visitatori accompagnati da guide.
Il 2 giugno ’21, festa della Repubblica, si è inaugurato la nuova opera realizzata in via Cima 39 a Milano. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Giuseppe Sala, la vice sindaca Anna Scavuzzo, la presidente del Municipio 3 Caterina Antola e il presidente del Comitato permanente antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano Roberto Cenati. Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha mandato una lettera all’associazione Or.Me – Ortica Memoria e un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia d’inaugurazione. L’opera ritrae in primo piano il volto giovane e sorridente di Anna Iberti, la donna milanese simbolo dell’Italia democratica felice per la vittoria del referendum del 2 giugno 1946. Immagine della gioventù e della speranza di un Paese che guardava avanti dopo il fascismo e la guerra.
Il murale è un’opera di 200 metri quadri, realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles e fa parte del progetto Or.Me-Ortica Milano. L’associazione, con il patrocinio del Comune di Milano, ha dato vita al primo quartiere-museo della città dove la Storia è scritta sui muri che celebrano i diritti dei migranti, l’impegno sociale delle lotte operaie, i volti più significativi della Resistenza e di molte donne: Anna Kulisciof, Alda Merini e la senatrice Liliana Segre. Un quartiere, quello dell’Ortica, cantato, tra gli altri, da Enzo Jannacci, Nanni Svampa e Ornella Vanoni.
Il 2 giugno di 75 anni fa il 68% dei milanesi votarono per la Repubblica. «Noi siamo – dice il sindaco Sala – un popolo di scelte chiare. Con quella scelta quasi 25 milioni di italiani hanno indirizzato i destini del nostro Paese. Sono tanti 75 anni, ma a Milano non abbiamo perso la voglia di riflettere sui nostri valori costituzionali. La nostra Costituzione inizia parlando di popolo e lavoro che richiamano moltissimo Milano».
L’immagine di Anna Iberni è l’icona della conquista della libertà «frutto – dice Caterina Antola – dell’esercizio del diritto al voto delle donne, per la prima volta su scala nazionale, per il Referendum. L’immagine di Anna è icona di speranza e gioia irrefrenabile riprodotta in tante occasioni, mai in un palazzo dove il murale è visibile dalla vicina ferrovia e tangenziale, suggerendo un potente e artistico messaggio di libertà». Una libertà conquistata anche dalle donne che, a vario modo, parteciparono al moto della Resistenza come le staffette, basti ricordare il nome di Tina Anselmi, o i gruppi di difesa delle donne. Donne protagoniste silenziose e, a volte, ancora poco conosciute come suor Encricetta Alfieri o l’americana cosmopolita e antifascista Thelma Hauss de Finetti. I loro volti sono visibili tra i murales dell’Ortica.
Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è stato profondamente colpito dal progetto Or.me. e, soprattutto, dalla sinergia creata nel quartiere attorno al filo della memoria. «Ai ragazzi e ragazze – dice il Ministro in una lettera inviata per l’inaugurazione – che hanno realizzato questo splendido murale, e che si impegnano in modi diversi a farli conoscere, mando i miei complimenti e un ringraziamento affettuoso. Con il vostro impegno e la vostra creatività avete dato lustro ad un quartiere ricco di storia e vita, continuate a testimoniare nelle strade, nelle piazze, i valori su cui è nata la nostra Repubblica»
3 giugno ’21 Silvio Mengotto






