BRICIOLE DI SPERANZA per ritrovare fiducia in tempi difficili
Anche in questo Avvento 2024 viviamo giorni carichi di interrogativi e preoccupazioni per il futuro, nostro e del mondo, una storia che sembra andare verso la sua auto-distruzione. E tra pochi mesi, l’invito di Papa Francesco a celebrare un Giubileo della Speranza.
Il gruppo Adulti di AC ha scelto di mettersi ancora in gioco per trovare quegli spiragli di luce che ci aiutano ad alzare lo sguardo e a condividere … briciole di speranza.
3a di Avvento
CELEBRARE IL GIUBILEO E’ … diventare pellegrini di pace
Nel Primo Testamento un anno dichiarato santo.
Il cinquantesimo anno sarà per voi un Giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il Giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. (Levitico 25,11-12).
Per il popolo d’Israele, la legge mosaica prescriveva che – ogni 50 anni – la terra, di cui Dio era l’unico padrone, facesse ritorno all’antico proprietario e gli schiavi riavessero la libertà.
Il primo giubileo della Cristianità
L’avvio dell’anno 1300 aveva suscitato la convinzione popolare che chiunque si fosse recato a Roma, in preghiera alla tomba di san Pietro, avrebbe ottenuto la remissione di tutti i peccati. La speranza dei pellegrini non fu delusa e il collegio dei cardinali, convocato da Papa Bonifacio VIII, espresse un parere favorevole. Il pontefice, in virtù del potere delle chiavi di Pietro, di cui era il successore, il 20 febbraio del 1300, con la Bolla Antiquorum habet fida relatio, istituì la prima indulgenza giubilare: avrebbe rimesso tutte le colpe sulla base dell’antica consuetudine attestata nel capitolo xxv del libro del Levitico.
Il Giubileo indetto da Papa Francesco
Nella Bolla di Indizione, “Spes non confundit” (la Speranza non delude) – che prende il nome dalle prime parole del testo – il Papa vuole dedicare il Giubileo del 2025 al tema della Speranza.
Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante. Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza. Per questo ho scelto il motto Pellegrini di speranza. Tutto ciò però sarà possibile se saremo capaci di recuperare il senso di fraternità universale. [lettera 11 febbraio 2022 per il Giubileo 2025]
Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé. Come scegliere un percorso di speranza? E’ nostra responsabilità, specialmente in questo tempo di macerie, cercare di comprendere il racconto della pace. Ci è chiesto di comprendere che la riconciliazione è possibile, anche nella più tetra delle situazioni.
“Il primo segno di speranza si traduca in pace per il mondo, che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra”
La guerra è un susseguirsi di azioni. Il dado è tratto. L’azione esiste. E conduce a un’altra. L’idea di pace, invece, è un concetto di gran lunga più impalpabile, più difficile da definire. Un accordo viene firmato. Vive nell’aria delle parole. Perché il male accade, basta che si verifichi una volta sola. Perché il bene accada, deve accadere in continuazione. Il male è facile da vedere. E’ decisamente più difficile vedere il bene e quanto ne deriva. Questa è una delle ragioni principali per cui la pace è più difficile e, alla fine, più fragile della guerra. [Avvenire 25 ottobre 2024 -“La pace vive nell’aria delle parole”)
Il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ricorda che “non possiamo rimanere sordi al grido di dolore del mondo. Perché l’unità vive nella pace. Non c’è pace senza unità. La vera pace è la stessa presenza di Dio in mezzo a noi”. [Avvenire del 25 ottobre 2024 “Etica della solidarietà, un dovere ecumenico”]
Spesso pensiamo che “fare la pace” richieda qualifiche o doni particolari. Tutti possiamo essere operatori di pace. La vera qualifica è credere che il Vangelo ci manda a costruire un mondo protetto dal male e che i nostri pochi pani e pesci possono sfamare la fame di tutta la folla [Combattere le guerre, Sandro Calvani,
Marco Tarquinio, Antonio Spadaro – prefazione del Card. Matteo Zuppi, edizioni In Dialogo]
Pietre Signore, concedimi la grazia di vederti mentre ti alzi in piedi e mi parli. I tuoi occhi sulla mia fragilità, il tuo sguardo capace di vedere in me frantumi d’oro. I tuoi occhi che cantano alla vita, E lascerò cadere di mano tutte le pietre che avevo preparato. E ti prometto, non lancerò mai più pietre, contro nessuno. Amen
[Padre Ermes Ronchi]
Per approfondire:
– Bolla di indizione del Giubileo 2025
https://www.vatican.va/content/francesco/it/bulls/documents/20240509_spes-non-confundit_bollagiubileo2025.html
– un libro fotografico: Scatti di Etica lirica
Per festeggiare i 15 anni del Festiva della Fotografia Etica, è stato realizzato un volume che raccoglie le opere di fotografi che, da ogni angolo del pianeta, hanno dato voce a coloro che spesso non hanno voce.
https://www.festivaldellafotografiaetica.it/libri-del-festival/scatti-di-etica/
– Lettera di un Vescovo in prima linea: Verrà la pace e avrà i tuoi occhi Da una poesia di Cesare Pavese, composta da versi sublimi ma anche molto potenti nel dolore che esprimono e che raccontano, Don Mimmo Battaglia, Vescovo di Napoli, parla alla sua gente:
“quante volte questi versi mi sono venuti in mente nel mio percorso di uomo, di prete, guardando in faccia la disperazione e la morte negli occhi di tanti ragazzi e ragazze vittime della dipendenza, incontrando persone che avevano smarrito ogni amore per la vita a causa delle proprie ferite ma anche di una società che pareva aver dimenticato il senso della cura”.
https://www.chiesadinapoli.it/verra-la-pace-e-avra-i-tuoi-occhi/
– Un’esperienza che getta semi di pace: Una scuola di musica in Terra Santa che unisce tutte le
fedi L’Istituto Magnificat di Gerusalemme è un’opera nata dal sogno del frate minore Armando Pierucci. E che genera frutti. 200 giovani allievi e 18 insegnanti.
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/la-scuola-di-musica-in-terra-santa
[ per aprire i link in modo più agevole, visualizzare il testo del Granello sul sito della Parrocchia: https://sanpaolorho.it/ ]






