Durante il Giubileo degli adolescenti, il prossimo 25-27 aprile, sarà canonizzato Carlo Acutis, il giovane nato a Londra, ma cresciuto a Milano, che sta diventando un punto di riferimento per i cammini di fede di tanti/e adolescenti in Italia e nel mondo. Carlo ha frequentato le elementari e le medie presso le suore Marcelline a Milano e il liceo classico presso l’Istituto Leone XIII, gestito dai gesuiti. Percorso mai concluso, perché all’età di 15 anni viene colpito da una leucemia fulminante che lo porta a morire all’Ospedale San Gerardo di Monza. Era il 2006.
Acutis e Frassati protagonisti nell’anno del Giubileo
A distanza di quasi vent’anni quel ragazzo milanese, cresciuto proprio nella nostra diocesi, diventerà santo. E il pensiero non può che andare a un’altra figura, altrettanto importante per i giovani di allora e di oggi: Pier Giorgio Frassati, giovane torinese, terziario domenicano, socio di Ac e attivo nella FUCI, beatificato nel 1990 da Giovanni Paolo II. A cent’anni esatti dalla sua morte, avvenuta a soli 24 anni per una fulminante meningite virale, Frassati verrà canonizzato il 3 agosto di quest’anno da papa Francesco, al termine del Giubileo dei Giovani. Una vita simile, per certi versi, a quella di Carlo Acutis. Anche Pier Giorgio Frassati non ha vissuto la fase adulta della sua vita; apparteneva a una ricca famiglia dell’alta borghesia; frequentava persone di grande spessore, tra cui salesiani e gesuiti. Il giovane torinese contagiava con la sua vitalità e la sua fede così limpida.
“Lo studente che corre sempre” raggiunge anche noi
Mentre Acutis viene venerato come “l’apostolo di internet” cosa potrà mai dire Frassati ai giovani d’oggi? “Lo studente che corre sempre” – veniva definito così – non ha nemmeno intravisto il guaio del fascismo nella Seconda Guerra Mondiale, non sa dei campi di sterminio, non conosce la contestazione giovanile sessantottina, non ha vissuto gli anni del terrorismo, non sa nemmeno che sono state costruite le Torri Gemelle (figuriamoci se gli dicessimo che sono state anche abbattute), non ha mai sentito parlare di Bin Laden, non ha un cellulare e non sa cosa voglia dire lockdown.
Per approfondire la figura di Frassati
Eppure Frassati ha vissuto intensamente, come si augura a ogni giovane di qualunque epoca. Frassati aveva un’intensa attività sociale e di volontariato, aveva idee politiche forti. La sua fede era legata a doppio nodo con la realtà che viveva, non era astratta né bigotta: una sfida che i giovani possono cogliere anche oggi. In occasione della canonizzazione di Frassati sono in uscita due libri sulla sua figura, entrambi a marchio In Dialogo. Il primo è un illustrato per ragazzi, con il testo della storia scritto da Luca Diliberto (supervisionato dal vice postulatore della causa di canonizzazione, Roberto Falciola – presidente Ac di Torino) e illustrato dal disegnatore Michele Bizzi, “Pier Giorgio Frassati e la società dei tipi loschi”. Il secondo invece, sempre a cura di Diliberto, è un volume che raccoglie biografia e approfondimenti del beato, con un’interessante introduzione dello scrittore Marco Erba che la attualizza per i giovani di oggi, “Pier Giorgio Frassati. Un giovane libero e felice”. Ne consigliamo la lettura, ma non solo. Scegliete un ragazzo o una ragazza e regalate uno di questi due testi, con una dedica particolare, in base al rapporto che avete. Potrà essere un’ottima occasione per segnare un passaggio chiave nella vita di fede di questo/a giovane amico/a.
Marta Valagussa






