“Mala tempora currunt” – ossia “si avvicinano tempi bui” – è un’espressione che spesso utilizziamo per descrivere situazioni complesse o accadimenti che lasciano in chi li osserva angoscia, preoccupazione, disorientamento.
Ovunque ci giriamo, in questa fase storica caratterizzata da un vero e proprio cambiamento d’epoca, lo smarrimento e il senso di disagio prendono il sopravvento: da una parte vediamo gli orrori della guerra fra Russia e Ucraina scoppiata tre anni fa, insieme alle morti e alla distruzione provocati dalla guerra nel vicino Oriente fra israeliani e palestinesi, dall’altra ci colpiscono le parole violente e gli atteggiamenti poco istituzionali del nuovo presidente degli USA che fin dalla campagna elettorale ha manifestato l’intenzione di sovvertire l’ordine mondiale ricostruito nel 1945 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta dal nazi-fascismo.
Un politico democristiano della Prima Repubblica affermava che “quando si è in difficoltà e non si sa bene cosa fare e dove andare, la cosa più veloce che si possa fare è quella di restare fermi”. Di fronte all’incertezza e alle contraddizioni che ci circondano, come cristiani, siamo chiamati ad una responsabilità e ad un impegno maggiori: dal riscoprire i fondamentali del nostro vivere insieme fino a ritessere i legami spezzati di una società sempre più sfilacciata ed egoista.
Ripartire dai fondamentali significa innanzitutto conoscere e applicare la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta contro il nazi-fascismo. In questo 2025 celebreremo gli ottanta anni dalla Liberazione: è un anniversario importante che, come ha ricordato il presidente Mattarella nel suo messaggio di fine anno “è fondamento della Repubblica e presupposto della Costituzione, che hanno consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità”.
La Liberazione dalle dittature nazi-fasciste richiama l’importanza di resistere di fronte a quanti (singoli o Paesi) ostacolano la libertà, la democrazia, la giustizia, la dignità di ogni essere umano. Questi valori, come ancora ha richiamato il Presidente della Repubblica, vanno trasmessi di generazione in generazione e devono animare la vita di ogni comunità, i desideri e le attese delle persone. Durante la notte di Natale papa Francesco ha aperto la porta santa e dato avvio al grande giubileo ordinario che ha come motto “pellegrini di speranza”. Di fronte agli sconvolgimenti di quest’epoca, il messaggio del Vangelo resta ancora l’àncora a cui aggrapparsi, la bussola che indica la direzione del cammino da intraprendere: è l’annuncio che anche di fronte alle difficoltà e al mondo che cambia si può continuare a farsi prossimi, ad ascoltare e cogliere fra le pieghe dell’animo umano il buono e il bello che c’è in ciascuno, quella scintilla di verità iscritta nel cuore di ogni persona.
Tre anni fa ci lasciava prematuramente David Sassoli, giornalista e parlamentare europeo, figura indimenticata e apprezzata da più per il suo stile e per la sua testimonianza. Nell’ultimo video-messaggio pubblicato sui suoi social, durante le festività natalizie, faceva così gli auguri: “Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza. E la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo contro tutte le ingiustizie. Auguri a noi, auguri alla nostra speranza!». Che il 2025, da poco cominciato, possa davvero essere un anno di pace e di riconciliazione!
Alberto Ratti






