L’imminente scadenza dei referendum abrogativi che saremo chiamati a votare l’8 e 9 giugno va valutata con attenzione. Fra le questioni da considerare si segnalano:
- la possibilità ma anche il dovere del voto contro l’ambiguità dell’astensione (non ritiro della scheda), soprattutto se attivata con l’intento di “vincere” non facendo raggiungere il quorum (grave se questo atteggiamento viene assunto da politici, e praticato dai mezzi di informazione);
- distinguere quesito “valoriale” da quesiti “tecnici”: il referendum sulla cittadinanza è frutto di un diffuso dibattito, è comprensibile nel favorire il pieno titolo a chi da tempo vive o addirittura è nato in Italia (vedi Maurizio Ambrosini su Avvenire del 14 maggio 2025); i 4 referendum sul lavoro richiedono invece una più complessa comprensione del contenuto – che a volte ha risvolti in materia giuslavoristica che sono oggetto di dibattito anche tra i tecnici – e diventa quindi importante informarsi per tempo (n. 5/2025 in aggiornamentisociali.it ).
I quesiti referendari
Come diverse voci vanno sottolineando, i referendum non devono diventare una “vendetta” fra posizioni politiche e sindacali differenti: occorre piuttosto rimanere il più possibile aderenti all’oggetto proposto. Certo per alcune materie sarebbe stato opportuno che il Parlamento fosse intervenuto per tempo, perché alcune modifiche sono difficilmente trattabili con un ‘taglia e cuci’.
Diventa quindi utile fornire alcuni elementi per una valutazione personale e/o di gruppo su cui lavorare nei prossimi giorni, magari utilizzando la sintesi seguente:

L’8 e 9 giugno potranno votare i cittadini fuori sede e dall’estero.
Una nota ulteriore riguarderebbe il confronto con la tendenza europea sui temi delle garanzie del lavoro, per non subirne la concorrenza, ma il discorso si farebbe ancora più lungo.
Buon voto. Sarà poi interessante riflettere sul loro esito per contenuti ed effetti socio-politici generali che il voto porterà con sé. Ci proveremo.
Paolo Danuvola
* Per fare luce sul Referendum dell’8 e 9 giugno, l’Azione cattolica italiana sta fornendo – attraverso il sito nazionale, https://azionecattolica.it/ – una serie di contributi sul senso e valore dell’istituto referendario e sul contenuto specifico dei 5 referendum proposti quest’anno ai cittadini italiani.






