PENSARE LA SCUOLA
Inauguriamo l’inizio dell’anno scolastico 2025-26 leggendo le voci di chi vive da protagonista il mondo della scuola, gli spazi e i tempi di un ambito di vita a cui l’Azione cattolica tiene particolarmente, come tempo di crescita umana e spazio di relazioni autentiche.
Con quale animo riprendere l’avventura della scuola?
Lo dice la parola, con la speranza di vivere ciò che dovrà accadere (a-ventura, a-venire), ma con fiducia e speranza. Quella Speranza in cui siamo immersi in questo anno giubilare. Il mondo ha bisogno di speranza, ciascuno di noi ne ha tanto bisogno, i giovani ne hanno!
Ma il Giubileo della Speranza dei giovani a Roma di poco più di un mese fa ci ha coonsegnato un dato, (forse per alcuni nuovo?) ovvero i giovani sono la Speranza per questo mondo, ora, con la loro gioia e l’entusiasmo di abbracciare, cantare, camminare nelle vie delle nostre città, con il loro forte desiderio di incontro e relazione, con la sorprendente voglia di ascoltare una Buona parola e adorare in silenzio, pregando.
Uno sguardo attento, un ascolto aperto
Anche i giovani e le giovani studenti, ragazzi/e o adolescenti, che fra poco reincontreremo sui banchi di scuola questo ci chiedono: di dare loro una giusta attenzione, ovvero uno sguardo che sappia guardarli negli occhi, chiamarli per nome, riconoscere dignità, prestare loro ascolto, non consegnare risposte confezionate, ovvero conoscenze da imparare a memoria, non trasmettere ansie da prestazione o attese di traguardi super o di essere caricati di aspettative troppo alte. (Forse anche i genitori dovrebbero interrogarsi su questo!)
Chiedono di saper guardare anche alle loro fragilità; anche se non la accetterebbero, subito esigono una parola ferma e decisa, talvolta dei “no” quando servono; di accompagnarli nello scoprire le loro capacità e saper affrontare i limiti e le mancanze. Hanno bisogno di docenti e insegnanti che siano in ascolto delle loro DOMANDE – come ricordavano alcuni studenti in Duomo in occasione del Giubileo della Scuola -, che offrano ”parole e linguaggi” per saper ridire in modo nuovo questo nostro tempo e diano voce ai pensieri e alle idee, che mostrino loro una via per un mondo possibile, buono e promettente, appassionati per lo studio della loro materia, appassionati della vita.
L’arte dell’apprendimento si realizza INSIEME, mettendosi alla ricerca della Verità – come ricordava sabato 6 Settembre in Duomo il vescovo Delpini -, cercando la vera identità dell’Uomo (come Socrate e Diogene ad Atene), incontrando le diverse culture (come ad Alessandria d’Egitto), per costruire la città della Pace e vivere insieme a Dio (come nella Gerusalemme Celeste).
Servono sempre “Educatori”, ovvero coloro che sanno tirare fuori il bene che i/le ragazzi/e portano dentro (a volte a loro insaputa), perché sono adulti “profetici” in grado di vedere ciò che ancora deve realizzarsi: questo non è forse il vero volto dello “sperare”? Troveranno adulti così, disposti a vivere al loro fianco per un altro anno scolastico? Buona avventura scolastica da vivere INSIEME!
Stefania






