Continua il percorso di riflessione dell’Azione cattolica ambrosiana, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico: Pensare la scuola. Oggi il contributo di Gianni Borsa, Presidente dell’Ac ambrosiana.
Nelle scuole di tutta Italia torna a suonare la campanella. Archiviate le vacanze estive, gli istituti di ogni ordine e grado ritrovano bambini, ragazzi e giovani pronti ad affrontare un nuovo anno di lezioni, verifiche, attività formative le più diverse. La scuola – nonostante gli annosi problemi che si trascina da tempo – rimane uno degli spazi di maggiore vivacità, di crescita, di incontro del nostro Paese. Studenti, insegnanti e personale scolastico costituiscono di per sé un patrimonio inestimabile dell’Italia di oggi, che prepara l’Italia di domani.
È convinzione diffusa che sulla scuola occorre investire di più, fornendo strutture adeguate, sostenendo il corpo docente (anche con un necessario adeguamento degli stipendi). Allo stesso tempo è evidente la necessità di una più stretta collaborazione tra famiglie (molte delle quali hanno i loro problemi…) e scuola, i due principali ambienti sui quali i ragazzi dovrebbero poter contare. D’altro canto, l’intera società civile, le istituzioni politiche, l’associazionismo e le comunità di fede dovrebbero contribuire a custodire il bene-scuola come investimento per il domani. Proprio dalla politica ci si aspetterebbe più attenzione, apertura e dialogo, vere riforme (non improvvisate, come l’ultima sulla maturità, abbozzata in fretta e furia senza un confronto con le rappresentanze di studenti e professori).
In questo senso l’Azione cattolica ambrosiana, soprattutto con i suoi numerosi formatori e insegnanti, e con il vivace movimento Acs (Azione cattolica studenti), si affianca al mondo della scuola con interesse e con specifiche proposte educative.
Alla ripresa delle lezioni – mentre vorrei formulare i migliori auguri per un anno ricco, segnato da impegno generoso e motivato, da relazioni positive, indirizzato alla crescita umana e culturale delle giovani generazioni – mi permetto di formulare un auspicio (direi un’idea da discutere apertamente) inteso a rendere sempre più feconda la proposta formativa del nostro sistema scolastico.
Ritengo infatti che nei differenti percorsi offerti nelle nostre scuole non dovrebbero mancare alcune materie – potrebbero essere quattro – che riguardano l’esistenza delle giovani generazioni (ma non solo). Insegnamenti curricolari che consentirebbero di affrontare la quotidianità con un adeguato livello di preparazione, di sensibilità e di carica etica in relazione agli sviluppi stessi della vita moderna, nella sua complessità e considerando la rapidità delle trasformazioni in atto. Si tratterebbe delle seguenti materie (alcune già presenti nella scuola, da valorizzare ulteriormente, altre da introdurre ex novo): 1. Educazione e partecipazione civica (democrazia, solidarietà, volontariato, bene comune, integrazione europea…); 2. Educazione relazionale, affettiva e sessuale (da modulare con particolare attenzione alle età degli studenti); Educazione digitale (considerando l’utilizzo giornaliero, fin dalla più tenera età, dei nuovi strumenti digitali); Insegnamento della religione cattolica (materia già strutturata, dove curare anche l’ormai irrinunciabile conoscenza delle altre religioni presenti nel nostro Paese e l’aspetto del dialogo ecumenico e interreligioso).
Si tratta solo di alcuni elementi rispetto al valore universale dell’educazione scolastica: rimane il fatto che l’Italia dovrebbe credere di più nei suoi giovani e curare di più, sotto ogni aspetto, il pianeta-scuola. Nel senso di una comunità che investe sul proprio futuro.
Gianni Borsa
presidente diocesano Ac Ambrosiana






