Si rientra dalle vacanze, si finiscono i compiti, si studia per gli esami, si riprende il lavoro, si torna alla frenesia che contraddistingue le nostre vite.
È difficile trovare la motivazione e la carica giusta per ripartire, rischiamo che l’estate e le belle esperienze fatte, tra cui spicca sicuramente Santa Cate per gli educatori e per i ragazzi che vi hanno partecipato, rimangano un’eccezione, qualcosa di separato dalle nostre vite di tutti i giorni. Rid-Estate la Gioia ci ricorda che non è così: lo spirito con cui si vivono le esperienze estive si può portare nella quotidianità!
Quest’anno, per lanciare il tema dell’anno ACR: “C’è spazio per te”, Rid-Estate la Gioia si è tenuto al museo della scienza e della tecnologia di Milano, lì i ragazzi hanno potuto visitare la sezione del museo dedicata allo spazio e partecipare ad alcuni laboratori prima di guardare tutti insieme foto e video dei campi estivi a Santa Caterina.
È stato un pomeriggio pensato per i ragazzi ma in grado di ricaricare anche chi, come me, ha avuto la fortuna di accompagnarli quest’estate come educatore: i loro sorrisi, l’entusiasmo, i saluti, i “mi sei mancata”, scaldano il cuore e mi ricordano quanto è bello donarsi per gli altri perchè spesso, come in questo caso, si riceve molto più di quanto si da.
Vedere gli occhi dei ragazzi brillare per la meraviglia, le loro bocche spalancate per lo stupore, ascoltare le loro domande durante la visita al museo hanno rinnovato anche in me la voglia di stupirmi e pormi domande senza limitare la mia curiosità a pochi giorni dall’inizio delle lezioni.
Osservarli mentre si mettono in gioco durante il laboratorio (creare un oggetto che sia in grado di volare all’interno di piccoli tunnel del vento) e quando esultano per il successo proprio e altrui mi ricorda di non avere paura del provare nuove esperienze e del giudizio degli altri.
Noi educatori accompagniamo i ragazzi per un breve tratto della loro vita, forse li vedremo solo durante un campo estivo, eppure i legami di affetto che stringiamo con loro sono sinceri.
Al momento dei saluti qualche ragazzo mi fa sapere che spera di rivedermi presto e io non vedo l’ora!
Martina Driglia, educatrice acr






