Leggere il presente, immaginare il futuro, intraprendere nuovi percorsi mantenendo lo sguardo sul cammino intrapreso. La bozza di documento assembleare – All’alba, sulla riva –, passata al vaglio del Consiglio diocesano di giugno, è uno scrigno prezioso.
Lo schema è semplice: una icona biblica (in cui Gesù fra l’altro invita a gettare «la rete dalla parte destra della barca…», Gv 21, 1-14), riletta con illuminante sapienza; un capitolo centrale e costitutivo – titolato “Pregare, pensare, appassionarsi: la fede dentro la vita” –, cui seguono quattro priorità per il triennio 2027-30.
Proprio il capitolo che richiama i tre verbi scelti dall’Ac Ambrosiana come propri punti di riferimento, si rivela centrale. Lascia intravvedere quale possa essere quella «parte destra della barca» che l’associazione, così come la Chiesa tutta, sta cercando – non senza fatiche, ritardi e nuovi slanci – per seminare ancora parole e fatti di Vangelo.
Aggiungo, senza alcun timore, che in questa pagina si ritrovano riflessioni e indicazioni che il nostro arcivescovo Mario ha sviluppato nella Proposta pastorale per l’anno entrante «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?». Emerge uno stile sinodale “concreto”, orientato alla missione, provando a irradiare questo mondo con la gioia cristiana.
«Siamo donne e uomini della strada: persone immerse nei ritmi ordinari delle giornate», leggiamo nella bozza di documento assembleare. La vocazione laicale si spende nella ferialità della famiglia, del lavoro, della scuola, della società, laddove occorrono segni semplici e credibili del Vangelo.
«Vogliamo contribuire – si legge poco oltre – alla costruzione di una Chiesa sinodale»: ovvero vicina alle persone, libera, leggera, «che parta dagli ultimi e dalle periferie», valorizzando vocazioni e carismi diversi, cercando «linguaggi e liturgie capaci di far sentire tutti partecipi».
Vi si ribadisce il tratto prioritario dell’Ac: la formazione, personale e comunitaria, perché «la fede non cresce con risposte preconfezionate», specialmente in questo tempo che ha preso la rincorsa, che ci spiazza con continue novità, segnato da individualismo, timori, chiusure. «Non abbiamo paura del dubbio»: e scegliamo di metterci in ascolto delle «gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto», come insegna il Concilio vaticano II e come preghiamo, ogni inizio settimana, con l’Adoro il lunedì.
S’intravvede un’associazione preoccupata di «generare legami autentici», di «prendersi cura delle fragilità e promuovere il bene comune». Una «casa aperta e accogliente, capace di formare cristiani maturi e appassionati, testimoni semplici dell’amore instancabile di Dio per ogni donna e ogni uomo del nostro tempo».
Attorno a questi pilastri, a questa visione appassionata e serena, fiduciosa in Gesù risorto, ruota non solo il documento che valuteremo nel prossimo cammino assembleare, ma un modo generoso ed esigente di immaginare l’Ac Ambrosiana, pienamente inserita nella vita diocesana e della Chiesa universale.
Un ottimo punto di partenza per le assemblee territoriali (Atb), di area e diocesana che ci attendono dopo l’estate!
Gianni Borsa, Presidente Azione cattolica ambrosiana
Foto di Pietro De Grandi su Unsplash






