Anche quest’anno l’appuntamento a Marola (Reggio Emilia) per la Summer School dell’Azione Cattolica Ambrosiana, svoltasi dal 22 al 26 luglio, ha pienamente raggiunto le ambiziose intenzioni formative degli organizzatori che hanno proseguito il percorso, già avviato nelle precedenti edizioni, sul senso della vita e sull’aria che si respira oggi nella società e nel mondo. L’obiettivo è stato quello di riflettere sulla dimensione del sogno, in tutte le sue sfaccettature, sia esperienziali che simboliche. Sotto l’egida dello slogan “We have a dream”, evocativo di una promessa di libertà e di cambiamento, aperti ad un futuro da immaginare e da realizzare, sono stati invitati esperti che, da diversi punti di vista, hanno permesso ai partecipanti di sviscerare numerosi aspetti legati al sogno.
Il sogno tra letteratura, filosofia e teologia
Ha dato via al percorso la teologa Miriam Francesca Bianchi, la quale facendo riferimento alla letteratura e alla filosofia, ha sottolineato l’importanza di saper sognare, perché la storia è sempre aperta e ogni esistenza è orientata a ciò che ancora non è o che si vorrebbe essere. Nella Bibbia il futuro si apre perché Dio ha preso l’iniziativa e troviamo tanti episodi nei quali, attraverso il sogno, Dio indica la strada. Ogni persona deve poter vedere sempre davanti a sé un futuro da scrivere, e ogni generazione deve poter consegnare a quella successiva una promessa di futuro. Facendo uso dell’immaginazione è possibile modificare continuamente il proprio pensiero e di conseguenza anche il proprio modo di agire.
La speranza del credente è la promessa di una fedeltà che fa abitare la storia in un modo nuovo. Attraverso la preghiera, con la ‘disobbedienza creativa’, l’impossibile può diventare possibile, perché si cerca di vedere la storia con gli occhi di Dio. E il sogno è la libertà che ci è data di vedere nuove possibilità di bene, facendo coesistere la realtà così com’è e la realtà come dovrebbe essere.
La dimensione psicologica: dal bisogno al desiderio
Il sogno è anche manifestazione di desiderio, come ha approfondito Maria Letizia Lombardi, formatrice e psicologa del lavoro. Partendo dalla sua esperienza di cammini di riconciliazione e di perdono nell’associazione “L’aratro e la stella”, ha preso spunto dall’arte dell’accompagnamento personale che è capacità di tenere insieme diverse dimensioni dell’individuo; ciascuno, infatti, è innanzitutto un corpo, ma che vivendo nella relazione, è anche anima, cuore e spirito. L’essere umano è parola con cui l’altro ci può guarire ma anche ferire; è desiderio, del quale il sogno è una sua rielaborazione emotiva; è racconto da condividere; è mancanza perché mai si possono colmare tutti i bisogni e si è esposti alle ferite della vita.
Pertanto, occorre aprire un varco per passare dal bisogno al desiderio. In questo senso i sogni aiutano, perché danno racconto e fecondità ai desideri, inducono a fare delle scelte, aprono al cambiamento. Chi ci ha preceduto ci ha consegnato un sogno che sta a noi alimentare e far diventare realtà.
Il linguaggio segreto di Dio e le visioni notturne
Mons. Giovanni Cesare Pagazzi, arcivescovo teologo e responsabile della Biblioteca Vaticana, ci ha invitato a scoprire il linguaggio segreto di Dio che abita il tempo del sonno e interviene nella storia tramite i sogni. Il sonno è una sorta di ‘interruzione’ nel quale l’individuo può avere dei sogni, ed è anche un segno della fede, perché richiede l’atteggiamento di abbandono e di fiducia. Per sognare bisogna essere disposti a morire ossia a perdere il proprio mondo e immergersi nel mistero della propria nascita. Il contesto ideale è la notte perché il buio fa perdere ogni riferimento. E qui si sogna, come Giuseppe alla corte del faraone, come il profeta Daniele, come san Paolo, e così come tanti altri personaggi biblici. Lo spirito dà le visioni notturne. La rivelazione ha bisogno della notte e il sogno ne è uno strumento, come esperienza di trascendenza. Infatti, il sogno è una esperienza fortemente soggettiva nel quale non si può avere alcun tipo di potere e di controllo della situazione.
Escursione e cammino comunitario
La tappa successiva del percorso è stata una intensa giornata con in mattinata una breve escursione sull’Appennino reggiano guidata da Federica Passera, ricercatrice di pratiche motorie e bravissima nel condurre un gruppo in salita valorizzando ciascuno per le sue capacità, e nel pomeriggio l’incontro con






