Il 23 maggio Gorgonzola ospiterà la grande festa annuale dell’Azione Cattolica Ambrosiana. Iniziamo oggi un viaggio alla scoperta del programma, partendo da un appuntamento che promette di far battere il cuore e muovere i piedi: la serata di danze popolari.
I Giridifolk
Mancano pochi mesi all’AC Fest 2026 e l’entusiasmo a Gorgonzola è già tangibile. Tra i momenti più attesi della giornata del 23 maggio, spicca una proposta serale che affonda le radici nella tradizione ma parla il linguaggio universale dell’incontro: i Giridifolk.
Per capire cosa ci aspetta, abbiamo fatto una chiacchierata con Roberto Villa, responsabile AC di Zona, e con i veri motori di questa iniziativa: Odilla e Sergio. Coniugi gorgonzolesi, già aderenti all’AC in gioventù, oggi custodiscono una passione capace di trasformare una piazza in una comunità danzante.
Il folk che arriva da lontano
A Gorgonzola il folk non è una novità. Molti ricordano le serate in oratorio o in piazza accompagnate dalle storiche musiche della FOM. Quella scintilla non si è mai spenta: Odilla, Sergio e un gruppo di amici l’hanno coltivata negli anni, viaggiando in Italia e all’estero, fino a creare una vera e propria comunità itinerante. Ora, quella gioia torna a casa per la festa associativa.
Cosa rende speciale le danze popolari?
Ma cos’è che rende così speciali le danze popolari? Non si tratta di spettacoli da guardare seduti. La danza folk è l’esatto opposto di un filtro social. È per tutti: non serve una tecnica particolare, non c’è un codice da rispettare, non contano età o capacità. Si impara passo dopo passo, seguendo il ritmo. È incontro: non si balla da soli, ci si incrocia, si cambia partner, si stringono mani di sconosciuti. È la bellezza di incontrare la varietà dell’umanità lasciandosi coinvolgere. È anche ordine nel caos: c’è un movimento comune che unisce, una traccia condivisa che lega tutti, proprio come accadeva un tempo, quando la danza accompagnava i momenti importanti della vita.
Danzare la vita, dopo 40 anni
Per l’Azione Cattolica questa serata ha un significato che va oltre il semplice divertimento. A pochi anni dalla ricorrenza dei quarant’anni del convegno “Danzare la vita”, torna forte il richiamo a un cristianesimo della gioia. Ballare insieme significa esprimere un’umanità piena, capace di accogliere e lasciarsi contaminare, senza barriere.
Partecipare è semplice: bastano un paio di scarpe comode, un vestito leggero e la voglia di lasciarsi andare. Al resto, come dicono Odilla e Sergio, ci pensano loro.
L’appuntamento è per il 23 maggio a Gorgonzola. Siete pronti a prendervi per mano? Questo è solo il primo approfondimento dedicato all’AC Fest 2026. Nei prossimi giorni e settimane scopriremo insieme gli altri momenti del programma.






