Sabato 23 maggio Gorgonzola ha ospitato l’AcFest 2026, la tradizionale festa diocesana dell’Azione Cattolica Ambrosiana, trasformando piazze, oratori e luoghi simbolici della città in uno spazio aperto alla partecipazione di bambini, giovani e adulti.
I numeri della festa
Sono stati 482 gli iscritti alla manifestazione, che ha proposto un ricco programma di attività distribuite lungo l’intera giornata. Oltre 60 ragazzi hanno preso parte ai laboratori e i giochi spaziali curati con Thales, mentre 235 adulti hanno partecipato agli itinerari culturali alla scoperta della città organizzati con l’associazione culturale Concordiola. Una quarantina di giovani si sono invece sfidati nelle “Olimpiaci”, animando piazze e parchi cittadini. Durante la serata sono stati distribuiti più di 370 pasti, a testimonianza della grande partecipazione e del clima di festa che ha caratterizzato l’evento.
Particolarmente apprezzate anche le mostre dedicate a San Francesco, curata dalla Cooperativa In Dialogo, e alla storia di Gorgonzola, che hanno consentito ai partecipanti di conoscere più a fondo il patrimonio culturale e religioso della città. Molti hanno espresso sorpresa per la ricchezza storica del territorio, per la bellezza della chiesa progettata da Cantoni e per le origini del celebre formaggio che porta il nome della città.
Uno dei momenti centrali della giornata è stato l’incontro istituzionale con la comunità locale, alla presenza della sindaca e del parroco, durante il quale sono stati presentati i risultati del Progetto Cometa Betlemme e una “fotografia” della Zona pastorale VI.
La celebrazione eucaristica con l’Arcivescovo
Nella seconda parte del pomerggio, l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha presieduto la celebrazione eucaristica in una chiesa gremita. Nell’omelia, richiamando il significato della Pentecoste, ha indicato tre caratteristiche essenziali dello sguardo cristiano sul mondo: la comunione, la consapevolezza che «senza il Signore non possiamo far nulla» e la testimonianza della salvezza che passa attraverso Cristo crocifisso e risorto.
Rivolgendosi in particolare all’Azione Cattolica, l’Arcivescovo ha sottolineato il compito dei laici di interpretare il tempo presente con intelligenza e spirito di fede: «Hanno bisogno, i cristiani, di una luce più gentile e di un ascolto più paziente e di una franchezza più libera, cioè hanno bisogno di essere docili allo Spirito». «L’Azione cattolica fa festa perché assume le proprie responsabilità, fa festa perché sente la bellezza e la fierezza di essere presenti nel mondo per interpretare il mondo e seminarvi la speranza cristiana», ha affermato.
Il messaggio del Presidente Gianni Borsa
Al termine della celebrazione, il presidente diocesano Gianni Borsa ha ringraziato l’Arcivescovo per la sua presenza e il costante sostegno all’associazione, la Comunità pastorale di Gorgonzola e tutti i volontari che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai ragazzi dell’Acr per aver promosso l’attenzione verso i giovani palestinesi attraverso il Progetto Cometa di Betlemme. Un particolare omaggio è stato dedicato a Marina, segretaria dell’Azione cattolica prossima alla pensione, e a don Michael che festeggia i primi 10 anni di Messa.
La festa è poi proseguita fino a sera con il famoso risotto al Gorgonzola e tanta musica, danze popolari e momenti conviviali animati dai gruppi Girififolk e Muntanerada.
«L’AcFest è ormai un appuntamento tradizionale per l’associazione», ha dichiarato Borsa a conclusione della giornata. «Chiude idealmente un anno di impegni, formazione e spiritualità con lo stile della festa, dove ciascuno trova il proprio spazio e si riscopre comunità cristiana e Chiesa in cammino. Le tante proposte della giornata hanno tradotto concretamente il nostro modo di vivere la fede attraverso tre verbi: pregare, pensare e appassionarsi».
L’AcFest 2026 è stata un’esperienza di comunità, resa possibile dalla collaborazione tra l’Azione Cattolica Ambrosiana, la comunità pastorale di Gorgonzola, l’oratorio San Luigi e i numerosi volontari che hanno lavorato dietro le quinte per costruire una festa autenticamente condivisa.
















