L’1 marzo noi ragazzi dei Reflex abbiamo incontrato don Mattia Bernasconi, cappellano dell’Humanitas University di Rozzano. È laureato in ingegneria aerospaziale, filosofia e sta attualmente frequentando un master in bioetica. Con lui abbiamo discusso i nostri dubbi sul rapporto tra fede e scienza.
Prima di iniziare, don Mattia ci ha chiesto: “Cos’è la verità? È data tutta dalla scienza?” Insieme abbiamo provato a rispondere. Ecco alcune delle domande che gli abbiamo posto.
“La scienza si basa su fatti oggettivi, la fede no. Perché dovremmo seguirla?”
La realtà stessa si basa su un dato non osservato: neutroni ed elettroni non sono stati osservati direttamente, eppure su di loro si fonda tutta la scienza. Siamo qui perché la materia, milioni di anni fa, ha deciso di collaborare per creare la vita. Persino i cosiddetti “dati oggettivi” sono una nostra convenzione.
Mi interessa di più sapere come è successo o perché è successo? La scienza non è verità assoluta: si basa su modelli mentali dimostrati e rielaborati. Risponde al “come”. La fede risponde al “perché”.
“Dobbiamo accontentarci di non sapere quale sia il punto di vista più giusto da seguire?”
Non è un accontentarsi, ma un arricchirsi. Mettere insieme i punti di vista ci aiuta a comprendere che la verità è più grande di ciò che vediamo. Ogni teoria ha bisogno di essere costantemente rielaborata.
Chi dice che le basi su cui fondiamo ogni pensiero siano veramente certe? 2+2 fa 4, ma chi dice che non possa fare 5? Se il rosso significa stop, cosa succede se invertiamo il rosso con il verde? Abbiamo bisogno di riferimenti comuni.
“Perché esistono i dogmi se l’uomo è libero?”
I dogmi non sono verità imposte senza senso. Sono verità rivelate da Dio, formulate in modo comprensibile all’uomo. Non sono imposizioni, ma strumenti per custodirci, per aiutarci nel nostro cammino.
Un dogma è come il guard rail in autostrada: non ci impedisce di andare avanti, ma ci protegge dallo sbandamento. Rende il nostro percorso più sicuro, non più rigido.
“Posso essere cristiano se ho dubbi sui dogmi? Che cos’è un buon cristiano?”
Tutto dipende da dove ti porta il tuo dubbio. Il dubbio può essere conflitto o dialogo: questa è la nostra libertà. Avere dubbi non è negativo: può renderci più autentici, più profondi nel nostro rapporto con Dio.
Il cristiano non è chi ha tutte le risposte, ma chi è in cammino. Non esiste il cristiano perfetto. Un buon cristiano è chi si pone domande, chi non dà nulla per scontato, chi è curioso di capire. Il dubbio è necessario per una fede forte.
“Come può un bambino comprendere un sacramento? Perché riceverli da piccoli? Se scelgo un’altra fede, che senso ha avuto?”
Ricevere i sacramenti da bambini – come il battesimo – è una scelta nata da motivi storici: in passato, con l’alta mortalità infantile, era una garanzia per accedere alla salvezza.
Oggi possiamo vedere questo gesto come un dono: ci viene data la fede fin da piccoli per poterla far crescere con noi. Anche se non comprendiamo tutto subito, ricevere la fede da piccoli ci prepara un terreno fertile.
Pensate alla fede come a un giardino: il catechismo, i sacramenti, sono i semi. Crescendo, potremo decidere se coltivare quei semi o piantarne di nuovi. Ma partire da un terreno già fertile è sempre un vantaggio, qualunque sarà il nostro percorso.
Conclusione
Siamo usciti da questo incontro con una fede più consapevole. Non bloccata dal dubbio, ma spinta dal dubbio ad essere approfondita, arricchita, vissuta. Una fede che dialoga, si mette in discussione e cresce.
Consigli di lettura da don Mattia
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La variabile è Dio, Riccardo Chiaberge – Longanesi
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Galileo e la Chiesa, Annibale Fantoli – Carocci
Cecilia, Teresa, Serena, Valentina – i Reflex
Un ringraziamento speciale a don Mattia Bernasconi






