Il gruppo teologico dell’Azione Cattolica Ambrosiana ha organizzato lo scorso 11 e 12 gennaio 2025, presso il Centro Pastorale di Seveso, una due giorni teologica sulla “Speranza che non delude”. Sono intervenuti, Francesca Peruzzotti, dottoressa di ricerca in Scienze della cultura e con un dottorato canonico in filosofia presso l’Institut Catholique di Parigi; don Francesco Scanziani, teologo specializzato presso la Pontificia Università Gregoriana e docente presso il Seminario di Milano; Alberti Conci, teologo e filosofo, docente presso l’istituto di Scienze Religiose di Trento e presso la Philosophisch-Theologische Hochschule di Bolzano- Brixen.
I qualificati relatori hanno aiutato i partecipanti ad approfondire la non banale virtù della speranza, ponendo l’accento sullo specifico cristiano e lasciandosi interrogare dagli spunti offerti sia dal percorso storico che dall’attualità della vita sociale e politica, nonché dal vissuto quotidiano di ciascuno. Eccone qualche assaggio.
La virtù della speranza
La speranza è una coordinata antropologica fondamentale che risulta più facile definire a partire da ciò che non è, come la disperazione, la sazietà, l’immobilismo, la paura… Vive del paradosso di non accontentarsi mai, in attesa di un pieno compimento. Rischia di trasformarsi in consolazione, in chiusura congelata in un eterno presente. Per il cristiano la speranza è un volto, una persona, Gesù; la risurrezione è il compimento di tutte le attese.
La s
peranza ha una dimensione sociale e comunitaria e fa appello alla responsabilità personale. La vicenda della bestia descritta nel libro dell’Apocalisse è la radice da cui derivano le dottrine politiche dell’occidente, che affrontano il problema di come si può combattere il male e, nel contempo, vivere di speranza.
I partecipanti hanno avuto anche l’opportunità, attraverso l’ascolto e l’approfondimento della Parola di Dio e la lettura di testi di autori che hanno affrontato, sotto vari aspetti, il tema della speranza, di dare un proprio contributo alla riflessione nel confronto a gruppi, nei quali si è indagato sulla sofferenza, sulla morte, sulla risurrezione dei corpi, su l’aldiquà e l’aldilà e sulle forme in cui la speranza si manifesta nella società.
Il bilancio della due giorni
Il bilancio della due giorni si è rivelato estremamente positivo.
I circa cinquanta convenuti, tra i quali i soci di AC, alcuni affezionati al tradizionale appuntamento annuale delle giornate teologiche, e chi per la prima volta si è accostato all’iniziativa perché incuriosito dalla tematica proposta, hanno molto apprezzato gli interventi dei tre relatori e la buona sinergia creatasi tra loro, emersa in particolar modo nella sintesi finale.
Paola Landra






