Nella storia dei milanesi la data del 20 Ottobre ’44 ricorda il tragico bombardamento su due scuole elementari nei quartieri di Gorla e Precotto. Nella scuola “Francesco Crispi” di Gorla morirono tutti gli alunni insieme alle loro insegnanti, mentre nella scuola “Antonio Rosmini” di Precotto, grazie alla prontezza di don Carlo Porro, si salvarono tutti gli alunni.
Anche se colpite nell’agosto ’43 le fabbriche dell’Alfa Romeo e dell’Isotta Fraschini avevano ripreso le attività produttive. Il 20 ottobre ’44, con l’obiettivo di un bombardamento a tappeto su queste fabbriche, dagli aeroporti pugliesi partirono squadriglie di bombardieri americani per l’incursione programmata.
«Gli apparecchi raggiunsero i bersagli alle 11,30 e gli attacchi sull’Alfa Romeo e sull’Isotta Fraschini furono abbastanza ben centrati, salvo alcune bombe che caddero un po’ fuori bersaglio. Tutto andò storto per il 451° Group. […] probabilmente per un corto circuito dell’interruttore di lancio; il comandante in seconda non sganciò, ma gli aerei delle boxes media e alta sganciarono anche loro e tutte le bombe finirono fuori bersaglio. […] Tutti gli aerei della seconda ondata, vista la situazione, sganciarono le bombe dove si trovavano e ripresero la rotta del ritorno. Così, invece della Breda, venne colpito il contiguo stabilimento Pirelli e il quartiere milanese di Gorla» (A. Rastelli, Bombe sulla città, Mursia, 2004, p. 328.
Al secondo allarme gli alunni della scuola elementare “Francesco Crispi” di Gorla stavano ancora scendendo le scale per recarsi ai rifugi, quando una bomba sventrò il vano delle scale procurando una strage di innocenti. Insieme agli alunni morirono anche le loro maestre e il personale di servizio. I morti nella scuola furono 234, di cui 174 bambini e bambine. In tutta la città i morti furono 614 e più di 300 le case colpite.

La cronaca «Il 20 ottobre, appena dato l’allarme, pochi minuti dopo le ore 11 antimeridiane, quasi improvvisamente lo scoppio tremendo di bombe ha fatto spalancare porte e finestre facendo traballare i fabbricati. Era stato fatto un bombardamento cosiddetto a tappeto su Gorla e Precotto seminando stragi, e morti e crollo di edifici. Descrivere la desolazione di queste due Parrocchie è cosa impossibile: case e stabilimenti distrutti, la casa parrocchiale di Precotto rovinata e resa inabitabile, il viale Monza per tutta quella zona è un mucchio di rovine, cinque vittime sepolte sotto le macerie. Si calcola che in pochi secondi sui caseggiati e in aperta campagna siano cadute in media 500 bombe dirompenti. Ma il pietosissimo cordoglio raccogliamo il compianto e l’universale angoscia gli alunni della Scuola di Gorla rimasti sepolti sotto le macerie, circa 170 con le insegnanti e il personale di servizio, per bombe cadute sopra il rifugio che ha ceduto. Noi sacerdoti di Turro, prima ancora del cessato allarme, siamo corsi in aiuto al Prevosto di Gorla e assistere alle scuole dove si iniziavano i lavori di salvataggio. Alcuni tra i primi bambini estratti erano ancora vivi, ma in seguito dovevano solo benedire dei poveri cadaverini martoriati in ogni parte del corpo. Erano scene pietosissime: mamme che invocavano i loro bambini e li chiamavano disperatamente per nome nella speranza di vederli estratti vivi ancora, uomini inerti nel massimo dolore in attesa con la stessa speranza mentre si lavorava indefessamente a togliere le macerie. […] A Precotto tutti gli alunni della Scuola furono salvi per la prontezza del Coadiutore (don Carlo Porro) che con l’aiuto di alcuni uomini ha aperto un foro del rifugio e vi ha fatto uscire tutti gli alunni ivi ricoverati. Poco dopo il rifugio cedeva perché tutta la scuola era stata bombardata. […] Vi furono morti anche nello stabilimento Pirelli, tra questi cinque vittime della nostra Parrocchia. Sono stati giorni di angoscia tremenda e di inumano dolore, cose indescrivibili. I nostri buoni parrocchiani all’invito di venire in aiuto ai sinistrati di Gorla-Precotto con vera cristiana carità hanno generosamente risposto, raccogliendo la somma di L. 5.000 e che venne consegnata in parte al Prevosto di Gorla e in parte al Prevosto di Precotto. Che il Signore ci aiuti, ci difenda da incendi, pericoli e dolori, ed accolga il sacrificio di questi innocenti vittime perché presto faccia cessare questi tremendi flagelli» (Zibaldone, diario della storia liturgica e parrocchiale di Turro iniziato dal parroco Davide Sesia nel 1883 e seguenti)
Silvio Mengotto






