Nel terzo numero di Indialogo 2025, troverai un editoriale del nostro presidente, Gianni Borsa, sulla ripresa dell’anno associativo: tante proposte, tante iniziative, ma soprattutto un’intima confidenza che il presidente condivide con ciascuno di noi.
Un breve reportage dell’estate, il periodo più intenso per la nostra associazione, è offerto da Marta Valagussa e Gaia Sironi: più che numeri, persone. E’ lo stile dell’Ac.
Silvio Mengotto ci invita in questo numero a riflettere su una figura cara all’Ac, ma mai abbastanza considerata: Pier Giorgio Frassati. Tra le altre cose, Silvio ci racconta di uno spettacolo teatrale “Pier Giorgio Frassati, un tipo losco in paradiso”. L’hai già visto?
Tra poco festeggeremo insieme la giornata parrocchiale, precisamente il 12 ottobre. Ce ne parla Corinna Ciotti. Un’occasione rituale, una tradizione, che ci aiuta a riflettere sul valore della territorialità nelle nostre singole comunità cristiane.
L’Ac ha anche bisogno di sostegno economico: ne abbiamo parlato con Silvia Lunardi, amministratrice diocesana, che ha dialogato con Alberto Ratti su questo tema.
Le pagine centrali sono dedicate alle linee guida per ogni settore (adulti, giovani e ACR) per l’anno associativo che sta iniziando.
Trovi anche il calendario diocesano, che ci accompagna fino all’estate 2026.
Uno sguardo alla diocesi di Milano cui apparteniamo viene dato da Paolo Rappellino che ci propone qualche chiave di lettura della lettera pastorale del Vescovo Mario “Tra voi, però, non sia così”, una declinazione diocesana del cammino sinodale.
Gli adulti dell’Ac ambrosiana segnino in agenda una data: 15 novembre. E’ il giorno in cui si svolgerà il convegno diocesano presso la Fondazione Ambrosianeum. Ce lo racconta Paola Landra. Parola d’ordine: danzare la vita.
Se non sai cosa leggere in questo periodo, Silvio Mengotto ci propone “Carlo Bianchi”, il nuovo libro di Anselmo Palini, che racconta la vita del martire milanese durante il dominio nazifascista.
La finestra dell’assistente questa volta è a firma di don Cristiano Passoni, che ci parla di pace “disarmata e disarmante”, riprendendo la cara espressione di papa Leone proprio il giorno della sua nomina a pontefice.
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La redazione di InDialogo.






