Il futuro della Terra Santa passa attraverso l’istruzione. È per questo che l’Azione cattolica ambrosiana aderisce al progetto di Sostegno a distanza per gli studenti delle scuole francescane in Palestina frequentate indistintamente dai figli delle famiglie cristiane delle diverse confessioni, che lì sono una piccola minoranza, e anche delle altre religioni. Scommettere sull’istruzione delle nuove generazioni e sulla capacità di stare insieme, tra persone diverse, valorizzando ciò che unisce e non quello che divide appare infatti l’unica via possibile per debellare il virus dell’odio e della violenza alimentati da fondamentalismo e nazionalismo.
L’Ac milanese coltiva da tempo un rapporto di amicizia con la comunità cattolica di Betlemme fatto di relazioni, ospitalità reciproca, sostegno materiale e preghiera. La scorsa estate alcuni giovani palestinesi hanno partecipato al Giubileo dei giovani con i coetanei dell’Ac milanese e ai primi di gennaio un piccolo gruppo di soci ambrosiani è tornato in Palestina per testimoniare la vicinanza e il sostegno a questa comunità sempre più in difficoltà. «E così è nata l’idea di provare a coinvolgere tanti altri soci e simpatizzanti dell’Ac per dare un aiuto materiale», spiega Gianluigi Pizzi, che è tra coloro che stanno gestendo l’iniziativa dell’Azione cattolica ambrosiana.
1 euro al giorno per un anno
Concretamente, con l’iniziativa “Cometa Betlemme”, lanciata a gennaio alle Feste della Pace nelle zone, viene proposto di donare almeno 1 euro al giorno per un anno. Una piccola cifra che però in Cisgiordania può valere molto. Il progetto mira a «dare la possibilità al ragazzo meno fortunato di accedere a una istruzione pari a qualsiasi ragazzo di alto ceto sociale», abbattendo le barriere economiche e religiose, spiega fra Rami Asakrieh, parroco di Betlemme. L’educazione, infatti, è il primo e più potente strumento per uscire dalla povertà e per formare persone capaci di dialogo e di speranza. Per scelta, spiega padre Rami, le offerte copriranno solo una parte della retta annuale perché l’altra parte sarà comunque pagata dalle famiglie, come segno di corresponsabilità e impegno.
L’abbinamento con gli studenti
Chi aderisce al progetto sarà direttamente abbinato a una studentessa o a uno studente e riceverà periodiche informazioni su di lui, sui suoi genitori e sul percorso scolastico. L’intento, infatti, è di promuovere un coinvolgimento reale del donatore che potrà così essere aggiornato due o tre volte all’anno sui progressi dello studente, sulla sua famiglia e sulle attività dell’istituto scolastico frequentato.
Una campagna di sensibilizzazione
Per l’Azione cattolica ambrosiana il progetto “Cometa Betlemme” non è solo una raccolta fondi ma è uno strumento per guardare oltre i confini della nostra Diocesi e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sulla situazione dei cristiani in Terra Santa attraverso la mobilitazione dei gruppi locali di Ac con il contributo anche dei giovani e dei ragazzi dell’Acr. La campagna di sensibilizzazione proseguirà fino all’AcFest di maggio ma i singoli e i gruppi potranno liberamente decidere di mantenere nel tempo questo impegno di solidarietà.






