Il Settore Giovani dell’Azione cattolica italiana si prepara a vivere due importanti incontri formativi del suo cammino triennale nella diocesi ambrosiana, facendo tappa al Centro pastorale di Seveso dal 1° al 3 maggio per il modulo formativo “Facciamo a metà? Abitare il conflitto, generare il bene”, e proseguendo con il seminario internazionale per giovani “Shaping peace, Realising hope: Global Youth in Dialogue” fino al 7 maggio. Questi due appuntamenti hanno come minimo comune denominatore il tema del conflitto.
Facciamo a metà?
“Ci troviamo, infatti, sempre più spesso immersi in dinamiche di contrapposizione: io contro l’altro, destra contro sinistra, vegani contro carnisti… Situazioni che sembrano chiederci di scegliere da che parte stare, come se un punto di incontro non fosse possibile”, spiegano dal Settore Giovani. “Eppure, se partissimo dalla speranza di costruire insieme un mondo migliore, potremmo scoprire che ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide”. È dentro questo contesto che, come Settore Giovani, “abbiamo sentito il bisogno di fermarci e riflettere su un’esperienza diffusa, che si manifesta nella difficoltà di saper dialogare, nella paura e nel sospetto verso l’altro, nel ritorno della logica della forza come metodo per la risoluzione delle controversie”.
Il modulo porta un titolo provocatorio: “Facciamo a metà?”, ripreso dalla celebre canzone degli Eugenio in Via di Gioia. Ma “fare a metà” è il segno che, dentro un conflitto, qualcuno desidera ancora restare in relazione, senza dividere la verità né ridurre tutto a un compromesso al ribasso. È una frase che interrompe la logica del “vinco io o vinci tu” e apre una terza via: quella dei curiosi di scoprire cosa succede se restiamo insieme mentre cerchiamo. Per questo è fondamentale allenare l’immaginazione nel campo di gioco del conflitto. Nella differenza, abbiamo bisogno di tornare ad allenare la capacità di immaginare soluzioni condivise, di cercare il meglio possibile insieme, sapendo che “la verità non sta nel mezzo, ma nella capacità di saper andare in profondità”: nella profondità delle visioni e delle verità dell’altro. E allora occorrerà restare in ricerca, coltivando una curiosità autentica verso il prossimo.
Tre tappe tematiche per l’itinerario formativo
L’itinerario formativo si articolerà in tre tappe tematiche che esplorano diverse dimensioni del conflitto. Dopo l’arrivo previsto per le ore 13.00, i lavori saranno aperti il 1° maggio dalle introduzioni di Emanuela Gitto e Lorenzo Zardi, vicepresidenti nazionali dell’Azione cattolica per il Settore Giovani. Il pomeriggio sarà dedicato alla preghiera e al silenzio con il momento “La notte che libera, consacra e unisce”, guidato da don Michele Martinelli, assistente nazionale del Settore.
La seconda giornata, il 2 maggio, si aprirà con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Luca Raimondi, vescovo ausiliare di Milano e delegato per il laicato della Conferenza episcopale della Lombardia. Seguiranno diversi momenti di approfondimento: una riflessione sulla missione ecclesiale con Paolo Seghedoni, vicepresidente nazionale per il Settore Adulti, e Silvia Corbari, presidente del Consultorio Ucipem di Cremona. Nel pomeriggio, un confronto sulle tensioni sociali partendo dall’esempio di Vittorio Bachelet, con Matteo Truffelli, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “V. Bachelet” e di recente autore del podcast “Era un uomo mite”, proprio sulla figura di Bachelet, e Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, già docente universitario e parlamentare.
L’ultima giornata, il 3 maggio, sarà focalizzata sulle sfide globali. La messa sarà presieduta da mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana. Al confronto “Costruire la pace”, interverranno Riccardo Redaelli, docente di Geopolitica presso l’Università Cattolica di Milano, e Giorgia Sorrentino, consigliera del Consiglio nazionale dei giovani con delega agli Affari Ue.
L’intreccio con il seminario internazionale “Shaping peace, Realising hope: global youth in dialogue”
L’evento formativo per i responsabili diocesani dei giovani di Ac si intreccia con il seminario internazionale “Shaping peace, Realising hope: global youth in dialogue”, in programma dal 2 al 7 maggio nella stessa sede. L’iniziativa è promossa dal Settore Giovani Ac insieme al Coordinamento giovani del Forum internazionale di Ac (Fiac) e alla Pastorale giovanile della Chiesa greco-cattolica Ucraina, con il supporto di Caritas italiana. Tra i partecipanti, 50 giovani provenienti da Italia, Malta, Romania e Ucraina. Un’occasione di confronto sulle grandi questioni sociali del nostro tempo, lette nella prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa. “In un contesto internazionale e interculturale, vogliamo interrogarci – precisa una nota – sulla responsabilità politica e sulla partecipazione democratica; sulle sfide dell’abitare il digitale in modo consapevole, tra intelligenza artificiale, etica della comunicazione e contrasto alla disinformazione; sulla cura della casa comune e l’ecologia integrale”.
Gli ospiti presenti
Saranno presenti come ospiti, il segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, Gleison De Paula Souza, Laura Stopponi, responsabile del Servizio Europa di Caritas Italiana, Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale Azione cattolica italiana, Yuriy Tykhovlis, Coordinatore regionale per l’Europa dell’Esta presso il Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, il giornalista e già Consigliere regionale della Lombardia Fabio Pizzul, Marco Verani, professore di analisi numerica presso il Politecnico di Milano, Paolo Bovio, Managing editor di Will & Chora Media, Francesco Del Pizzo, professore di Sociologia e Dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale. Arricchiranno il confronto una visita al Comune di Legnano, accompagnati da Monica Berna Nasca, Simone Bosetti, Luca Benetti dell’Amministrazione civica, e una visita al Parco UpTown di Milano.
“Attraverso interventi di ospiti e laboratori, momenti di confronto e visite culturali, tempi di preghiera e vita comunitaria, ciascuno – sottolineano ancora i promotori – sarà invitato a riconoscersi protagonista nella propria comunità, capace di promuovere la collaborazione e il dialogo anche al di fuori dell’esperienza formativa.






