Una riflessione in vista del convegno di studio del Work Weekend del 19-21 Giugno, “il tempo ritrovato” promosso da AC e ACLI.
Il quotidiano “La Repubblica” del 22 aprile 2026 ha pubblicato un inserto cartaceo dal titolo “L’IA ti farà perdere il lavoro?” che permette di farsi un’idea di come la tecnologia collegata all’impiego dell’intelligenza artificiale in ogni ambito dell’attività umana si stia evolvendo. Le fonti impiegate per la realizzazione dell’inchiesta sono molteplici (dall’ Osservatorio come il Politecnico di Milano, all’Istat ed Eutrostat; da enti internazionali, come il Word Economic Forum e l’OECD, fino a società di consulenza come la McKinsey) e i diversi dati forniti e le interviste effettuate a specialisti settoriali, forniscono una panoramica interessante sull’introduzione dell’AI nelle imprese e sul futuro di molti lavori e professioni.
L’AI nel sistema produttivo italiano
Da una lettura dell’inserto, si desume che l’Intelligenza Artificiale sta entrando con forza anche nel sistema produttivo italiano anche se il suo l’impiego appare diseguale tra settori. Impiegando le fonti citate da Repubblica (soprattutto Istat e PoliMi osservatori) apprendiamo che nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% sul 2024, mentre l’adozione tra le imprese con almeno 10 addetti è salita ben oltre il 15%, quasi raddoppiando rispetto all’anno precedente.
I comparti più avanti sono quelli a maggiore intensità informativa e digitale, come ICT, finanza, utilities, media digitali. In questi ambiti l’AI trova applicazioni immediate in sviluppo software, automazione documentale, assistenza clienti, analisi predittiva, compliance e personalizzazione dei servizi. Al contrario, i maggiori margini di crescita si trovano in manifattura, sanità e logistica, dove il potenziale economico è elevato ma l’adozione resta più lenta per ragioni organizzative, regolatorie/legislative e di competenze. È qui che nei prossimi anni si giocherà una parte decisiva della competitività italiana, soprattutto in termini di produttività, qualità e rapidità decisionale.
I riflessi sull’occupazione
Rispetto all’occupazione, l’inchiesta di Repubblica prevede che nel 2030, a livello mondiale, il saldo tra posti di lavoro eliminati (92 milioni) e quelli creati (170 milioni) sarà positivo (+ 78 milioni di occupati in più). E l’effetto più rilevante non sarà tanto la sparizione di intere professioni, quanto la trasformazione delle attività. Si prevede che possano crescere i ruoli ibridi, capaci di usare l’AI nei processi, mentre le imprese che non investiranno in dati, formazione e governance rischieranno di perdere terreno. Già oggi quasi la metà dei lavoratori utilizza strumenti di AI in azienda e nel 2025 gli annunci che richiedono skill di AI sono cresciuti oltre il 90%
Il divario più netto emerge però tra PMI e Grandi Imprese. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto di AI, contro appena l’8% delle piccole e medie imprese; nel 2024 il quadro era già molto sbilanciato, con 59% delle grandi imprese attive contro 7% delle piccole e 15% delle medie.
Questo significa che il vero rischio per l’Italia non è solo tecnologico, ma strutturale. L’AI cresce, ma potrebbe rafforzare il dualismo tra poche imprese grandi e trasformative e una vasta base di PMI ancora in ritardo.
L’efficienza produttiva
Infine, un’altra domanda che l’inchiesta propone è collegata al rapporto tra maggiore efficienza produttiva garantita dall’AI e aumento del tempo libero a disposizione per i lavoratori. A tale riguardo emerge che l’AI sia effettivamente capace di ridurre il tempo necessario per portare a termine un lavoro ma, al tempo stesso, induce spesso le imprese ad aumentare il carico complessivo in capo ai lavoratori. Questo succede soprattutto quando l’impresa usa l’AI per comprimere tempi, alzare i target o estendere il controllo e, talvolta, assegnare nuovi incarichi e compiti al personale.
Link per approfondire
Osservatori Politecnico di Milano: https://www.osservatori.net/comunicato/artificial-intelligence/intelligenza-artificiale-italia/
ISTAT: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/Statreport_ICT2024-1.pdf






