Volevo condividere un’impressione tutta da verificare: mi sembra che l’ultima Enciclica di papa Francesco sia stata poco divulgata. Ne ho sentito parlare poco, eppure, secondo me, è molto bella. Certo, non è scritta per il grande pubblico: non perché sia difficile, ma perché si rivolge in modo particolare ai credenti.
Parla a chi è già dentro il cammino della fede: a chi è un po’ più anziano e tradizionalista, per rinverdire la sua spiritualità legata al “Sacro Cuore”, e a chi è più giovane, per condurlo a scoprire la profondità e la forza che nascono dall’intimità con il “Cuore di Cristo”, come preferisce chiamarlo il Papa.
È un testo che merita di essere letto, meditato, condiviso. Un’occasione per riscoprire un volto della fede forse un po’ dimenticato, ma ancora capace di parlare al cuore dell’uomo di oggi.
E allora, si può fare un invito alla lettura di una enciclica? E perchè no? L’ultima di Papa Francesco: Dilexit nos : “1.«Ci ha amati», dice San Paolo riferendosi a Cristo (Rm 8,37), per farci scoprire che da questo amore nulla «potrà mai separarci» (Rm 8,39) […] 2. Per esprimere l’amore di Gesù si usa spesso il simbolo del cuore. Alcuni si domandano se esso abbia un significato tuttora valido…”
Stessa perplessità mia: finora avevo trattato l’argomento – il“Sacro Cuore di Gesù” – con circospezione nel timore di coltivare, da adulto, suggestioni adatte alla preghiera dei bimbi, o credenze poco realistiche o addirittura troppo confinanti con la superstizione. Poi un giorno, dopo un suggerimento di don Luca in una predica, e fidandomi dell’autore ho iniziato a leggere…
Fin dalle prime righe – che vi ho riportato sopra – mi sono trovato coinvolto da papa Francesco in una Realtà fortemente radicata nella Parola di Dio, costantemente presente nella storia della Chiesa, profondamente vissuta da molti grandi Santi e in grado anche oggi di farci intravvedere, se abbiamo fede in Gesù, qualcosa di più del Suo rapporto con noi e della fraternità tra noi umani.
Il primo capitolo, in gran parte ispirato al pensiero di padre Diego Fares S.J. argentino, grande amico di papa Francesco, approfondisce in modo molto semplice ma ben articolato l’importanza, nella nostra cultura, della parola “cuore “. Questa parola, dall’antichità greca, alla Bibbia, alla filosofia, al pensiero dei grandi Santi e fino ai giorni nostri, identifica ciò che è più interiore, “il centro unificatore”, di ciascun vivente.
Al tempo stesso proprio “il cuore” rende possibile qualsiasi legame autentico, è il fondamento di ogni amore.
Così avviene anche per la persona di Gesù: il suo centro unificatore, la sua “fornace ardente di amore divino e umano” è stato chiamato ed è il Sacro Cuore di Gesù. Ho constatato che ciò non ha niente a che vedere con l’invito rivolto ad un bimbo: “manda un bacetto a Gesù!” Qui si tratta di un incontro cuore a cuore tra un adulto e un alto Adulto che è il Gesù dei Vangeli!
Nel secondo capitolo, papa Francesco ci conduce a guardare Gesù all’opera: “ciò che i Suoi gesti e le Sue parole lasciano vedere del suo Cuore”. E’ un’appassionante rilettura, passo passo, del Nuovo Testamento che diviene immediatamente occasione di meditazione e di affettuosa contemplazione. “Par.32. Il Cuore di Cristo, che simboleggia il suo centro personale da cui sgorga il suo amore per noi, è il nucleo vivo del primo annuncio. Lì è l’origine della nostra fede, la sorgente che mantiene vive le convinzioni cristiane. Gesti che riflettono il cuore”
…Iniziate ad assaggiare questa lettera da qui, e vedrete quanto è facile e bella!!!
Il terzo capitolo “Questo è il cuore che ha tanto amato” ci fa percorrere la lunga e variegata devozione della Chiesa, l’ Adorazione del Cuore di Gesù, proprio Colui che abbiamo visto all’opera nel secondo capitolo e la Venerazione della immagine del Sacro Cuore, che non è un simbolo immaginario ma un simbolo reale, che Lo rappresenta: “Ciò che contempliamo e adoriamo è Gesù Cristo intero, il Figlio di Dio fatto uomo, rappresentato in una sua immagine dove è evidenziato il suo cuore. Poi, nei paragrafi attorno al 63, viene descritta quella particolare forma di devozione che è l’affetto sincero per l’uomo-Dio Gesù (facile da provare per chi contempla, difficile da spiegare a parole e con ragionamenti: ciò appunto che in me destava tantissimi sospetti).
Scrive il Papa: “La spiritualità pratica e la religiosità popolare…colmando le lacune della teologia… hanno mantenuto vivo il rapporto con gli aspetti somatici, psicologici e storici di Gesù.” (Par. 63)
A proposito dell’Adorazione Eucaristica dice: “Quando qualcuno vive questa pratica con fervore insieme a tanti fratelli e sorelle trova nell’Eucaristia tutto l’amore del Cuore di Cristo” (Par. 85)
Superato dunque, e alla grande, questo scoglio, non so cosa accadrà a voi, ma io sono andato avanti a gustarmi tutta la lettera del Papa: in alcuni tratti più profonda, in altri immediatamente luminosa e affascinante, ispirazione di preghiera, spunto di meditazione…
Vi bastino questi titoletti: “Cap- 4. L’amore che ci dà da bere”, “Sete dell’amore di Dio” negli episodi della Bibbia (Par.93 e ss.), “Risonanze della Parola” nella storia e nell’esperienza dei grandi Santi.
Avviandosi poi verso la fine, di nuovo un’altra sorpresa: cos’è La Riparazione dei peccati? (Par 181 e ss.) Non certo parole o atti che plachino il disappunto o l’ira di Dio – come purtroppo troppe volte ci hanno insegnato – bensì parole o atti che riaggiustino i danni, ”riparino le rovine” (sulle singole persone o sulla società) provocati dagli errori e dai peccati personali. E, più ancora, un atteggiamento interiore di accoglienza e di compassione verso chi è stato danneggiato: ma questo è un moto interiore che può sorgere solo da un cuore convertito, che ha accolto in sé lo stesso Cuore amante di Gesù. E da qui il riconoscersi colpevoli e saper chiedere perdono, proprio come abbiamo visto fare da papa Giovanni Paolo II in poi; proprio lui disse: “”se l’irreparabile non può essere completamente riparato, l’amore può sempre rinascere” (Par. 189)
E, vi assicuro, neppure qui è finita…. c’è ancora dell’altro e molto appassionante!
Vi incoraggio a leggere DILEXIT NOS, in libreria costa 2 o 3 Euro, oppure sul sito del Vaticano.
Buona Lettura.
Carlo Incarbone






