Abbiamo chiesto al consigliere comunale di Milano Valerio Pedroni di illustrare una novità intervenuta nell’amministrazione del capoluogo. Tratta temi che spesso interessano e incrociano il Terzo settore, il volontariato e l’associazionismo.
La Commissione speciale per l’Economia civile
La Commissione speciale per l’Economia civile, istituita grazie a una mia delibera nel Consiglio comunale di Milano, rappresenta una svolta nel modo in cui intendiamo lo sviluppo economico e sociale della città. Nasce consapevole che il frenetico sviluppo della città abbia acuito le diseguaglianze, reso la città più esclusiva (ed escludente) non sempre favorendo comportamenti ecologici, sobri e attenti alle future generazioni, piuttosto che all’inclusione delle fragilità sociali.
Il lavoro di questa Commissione si inserisce in una tradizione antica ma sempre attuale: quella dell’economia civile, che affonda le sue radici nell’illuminismo napoletano e milanese. Questo modello economico propone un’alternativa alla visione liberista, ponendo l’accento sulla necessità di governare il mercato in funzione di un impatto sociale positivo, favorendo l’armonia tra i gruppi sociali e contrastando l’aumento endemico delle diseguaglianze.
Al centro lo sviluppo umano e sociale
L’economia civile mette al centro non solo la crescita economica, ma anche lo sviluppo umano e sociale, integrando i principi di inclusione e partecipazione. È in questo contesto che la commissione si propone come punto di raccordo tra mondi diversi: il settore della cooperazione e dell’imprenditoria sociale, l’attivismo civico e le imprese che vedono la responsabilità sociale d’impresa (Csr) come una leva strategica. La nostra città, Milano, che vive tutte le contraddizioni di una metropoli europea, deve saper coniugare la sua modernità e competitività con un modello di sviluppo che non lasci indietro nessuno.
Dentro questa visione è inserito a pieno titolo il concetto di ecologia integrale che tiene dentro tanto la componente ambientale che quella sociale. Per questo l’imprenditoria sociale si accompagna anche al tema dell’economia circolare, delle comunità energetiche rinnovabili piuttosto che di forme di abitare collaborativo e a proprietà indivisa che rendono i contesti territoriali più coesi e inclusivi, all’economia di prossimità che favorisce il commercio di vicinato, riducendo il traffico e gli spostamenti inquinanti, proiettandosi verso una mobilità dolce a favore di pedone o di bicicletta.
Alcuni risultati raggiunti
Grazie al lavoro della commissione, abbiamo già realizzato alcune importanti riforme. Una delle più rilevanti è l’approvazione di un nuovo regolamento per l’amministrazione condivisa con il Terzo settore; la collaborazione con il quale non si limita ai soli ambiti tradizionali come il welfare e l’attivismo civico, perché il terzo settore è un partner strategico e paritario. Questa collaborazione si estende ora alla gestione dei beni comuni, superando la visione dualistica che separa sviluppo economico e politiche sociali.
Abbiamo inoltre rivisto il regolamento per l’utilizzo degli immobili demaniali destinati ad attività di interesse generale, consentendo l’apertura verso progetti di imprenditoria sociale e portando fino a zero il canone di concessione. Grazie a questa riforma, beni pubblici che un tempo erano inutilizzati o sottoutilizzati stanno diventando centri di attività economiche e sociali che coinvolgono le fasce più fragili della popolazione, in un’ottica di rigenerazione urbana e sociale.
Un altro risultato significativo è stato l’ottenimento di uno sconto dell’80% sull’occupazione del suolo pubblico per iniziative di interesse generale. Questa misura offre un concreto sostegno a chi promuove progetti di rigenerazione urbana, coesione sociale e inclusione attraverso attività che arricchiscono il tessuto cittadino.
Infine, abbiamo avviato una riforma del public procurement, per semplificare l’accesso delle imprese sociali e delle cooperative ai bandi pubblici.
In conclusione, la Commissione per l’Economia civile non è solo un organo istituzionale, ma un luogo di elaborazione politica per costruire un nuovo paradigma economico in cui l’armonia sociale e lo sviluppo umano siano parte integrante del progresso economico della città.
Valerio Pedroni






