Si tratta di un tempo infinito e non certo indefinito! Ve lo dice uno che ha passato dieci estati da giugno a settembre ad incontrare ragazzi, adolescenti e giovani nei più svariati campi AC a livello diocesano: bellissimo! Che dire? L’estate AC è pensata nei minimi dettagli: ogni campo è desiderato da tempo, custodito con cura, proposto personalmente. Ne ho visti molti di ragazzi, adolescenti e giovani passare da santa Cate o dai campi ACS su e giù per le colline durante i viaggi ai confini o sulle spiagge del Mediterraneo con i giovani.
Una costante: la consapevolezza di esperienze che hanno il potere di cambiare la vita! Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che a Santa Cate l’AC vada da più di mezzo secolo e la gente ci va ancora con il medesimo entusiasmo di un tempo! Ciò che la caratterizza, pur nelle diverse fasce d’età, è che “qui si può parlare di Gesù”: così mi ha detto Marco. Ma anche Noemi che aveva ben colto che “per puntare in alto c’è da andare in profondità”. E quanti amori nati, cresciuti, sbocciati e accompagnati fino a chiedere ad amici conosciuti nelle vacanze di Ac di diventare i testimoni del proprio matrimonio: lo è stato per molti. Ha dell’incredibile scoprire che le persone intessono relazioni estremamente profonde in una vacanza dove hai la possibilità di confrontare i pensieri e di aprire il cuore più che stando anni magari nel medesimo oratorio.
Non so bene come sia possibile, ma l’ho toccato con mano. Che grazia per un giovane poter fare l’educatore a Santa Caterina: altro che una scuola di formazione! Hai l’impressione di vivere una settimana in cui il tempo si ferma oppure ha un flusso così continuo che ti senti di avere energie infinite. È una full immersion per coloro che si spendono come educatori per far vivere ai ragazzi qualcosa di indimenticabile! E quante attenzioni per quei ragazzi, che molte volte erano sconosciti e di cui diventavi un punto di riferimento anche se abitavi dall’altra parte della diocesi! E che passi di crescita straordinari per coloro che, mettendo mano al campo di volontariato, hanno dovuto confrontarsi con il mondo adulto, con sindaci e amministratori per accordarsi su azioni, trasporti e permessi, anche per le salamelle!
In tutto questo una costante: la vita spirituale, una immersione nella vita così da alimentarla attraverso lo Spirito di Gesù. Se penso a quanti stimoli attraverso la Parola, i testimoni, il deserto, a tutte le età, certo ognuna con la misura adeguata! Ma come avviene l’ingaggio? Come fa uno a capitare ad una esperienza estiva con l’AC? Passa dal coraggio della proposta ad un compagno di classe, ad un amico, al mio don. Certo perché molto dipende dal sostegno anche di coloro che un po’ di ragazzi li vedono e a volte temono di perderli mandandoli ad una vacanza che non è da loro organizzata. Più di un prete ci ha ringraziato dicendo: “Ve li ho mandati e sono tornati che erano pronti a dare una mano. L’AC ti forma per tornare a costruire la tua comunità e la Chiesa intera”.
Credo che il criterio da custodire per proporre sia proprio quello di pensare alle persone: “Ho pensato a te per questa proposta, credo che ti possa far bene!”. È il criterio dell’evangelizzazione: “C’è una cosa bella per te e mi sento di invitarti!” E poi l’ardire di investire in formazione: forza amici di AC! Inventate delle raccolte fondi per sponsorizzare le vacanze di AC, chiedete ai vostri don di investire per la crescita dei propri ragazzi.
È vincente non tanto il tenerli lì sotto le proprie ali, ma dare loro la possibilità di allargare lo sguardo, di conoscere una Chiesa un po’ più grande della propria comunità. Qualcuno mi ha detto un giorno: “Io qui posso essere me stesso. Non mi capita a casa, né a scuola e nemmeno in oratorio: lì ho già una serie di etichette! Qui mi sento di poter essere me stesso fino in fondo!”. E Luca che nella giornata di deserto mi ha confidato: “Don, è da un anno che aspetto questo momento. Riprendiamo da dove eravamo rimasti lo scorso anno!”. Non sto a raccontarvi gli aneddoti, gli spaventi presi vicino a qualche cascata, le notti per inventare i riti di passaggio o l’arrampicata in parete per imparare la regola di vita o qualche spedizione educativa verso le montagne svizzere a orari improponibili! Insomma, l’estate di AC non è un tempo sospeso, ma è un full time dove tutto inizia o tutto si intensifica e se ci stai a viverlo non puoi che uscirne cambiato, in meglio evidentemente! E se lo provi non lo lasci.
Sarebbe ora di inventare la tessera GOLD per coloro che hanno iniziato con i 6-8 e non hanno perso un colpo e si ritrovano ora a fare i responsabili forse. Che dire dunque? Provo a dirvelo così: credo che una persona nella vita debba chiedersi, almeno una volta seriamente, se non sia chiamato a regalare tutta la vita al Signore, consacrandola. Ma prima, forse, è bene partire da un gradino più abbordabile e chiedersi seriamente se non sia ora di andare in vacanza con l’AC o se non sia ora di regalare una vacanza con l’AC a qualcuno che ci è caro! Sappiate che è pericolosa: può trasformare in meglio! Buona estate a tutti!
Don Luca Ciotti






