Nel simbolo della fisarmonica Silvio Mengotto, autore del nuovo libro La fisarmonica di Gigi (Edit. In dialogo), ha racchiuso il senso della vita di Luigi Galbusera, Gigi per gli amici.
Gigi Galbusera. Un uomo di dialogo e di ampie vedute
Uomo di dialogo e di ampie vedute, sin dall’adolescenza inscritto all’AC ambrosiana, capace di stare con tutti, sempre pronto a mettersi a disposizione degli altri, in parrocchia come nel quartiere, sul palcoscenico come in ambito politico, per divertire o costruire un mondo migliore. “Il suo modo di rapportarsi – dice Fabio Pizzul nella prefazione – agli altri sembrava accompagnato da una colonna sonora che proponeva allegria e simpatia, proprio come è capace di fare la fisarmonica, strumento semplice, popolare, ma dai tanti registri spesso sorprendenti”. Nelle liturgie domenicali Gigi suonava l’organo, ma nelle feste parrocchiali, del quartiere, nelle gite invernali suonava l’inseparabile fisarmonica. Durante il ricovero ospedaliero Gigi ripeteva spesso la frase: “Bisogna uscire da qui”.
Condividere i propri talenti
Un paradossale invito a condividere con tutti i propri talenti. Così è stata la vita di Gigi, una costante apertura verso il prossimo incominciando dalla famiglia. Da C. M. Martini aveva assimilato la lezione di una pastorale della Parola in uscita, tra la gente, negli spazi della loro esistenza e quotidianità: famiglia, scuola, lavoro, società, sport, cultura. Anche con la fisarmonica della fede Gigi ha suonato melodie per tutti, soprattutto per i dimenticati.
La fisarmonica di Gigi
Suonava nelle periferie scomode per vedere, ascoltare, sentire “l’odore delle pecore”. I fatti concreti, a volte sconosciuti, sono state le scelte, le testimonianze, a volte contro corrente, che Gigi ha fatto nella parrocchia, nel quartiere tra gli scartati della società. Nel suo spartito le note hanno scritto un pentagramma di profezie dove la preoccupazione maggiore non si è lasciata imprigionare solo nella creazione del consenso, ma nel seminare senso alla vita spesa per il “bene comune”. Gigi è “una di quelle persone – conclude Fabio Pizzul – che ti lasciano una buona sensazione quando le incontri e che ti fanno guardare alla vita e agli altri con un po’ più di ottimismo. Nella Bibbia queste persone vengono definite “profeti” o, a voler essere ancora più arditi, “patriarchi” perché capaci di mettere fondamenta solide e buone per costruire il futuro”.
Silvio Mengotto






