La storia dei referendum in Italia ha vissuto momenti di grande entusiasmo e di partecipazione diretta a cui sono seguiti periodi di logoramento. A differenza della recente disaffezione elettorale, il logoramento è stato indotto, mi pare, anche dalla moltiplicazione dei quesiti e dalla “banalità” di alcuni di essi.
Due tipi di referendum
A livello nazionale vanno però ben distinti almeno due tipi di referendum:
- quello abrogativo previsto dall’art. 75 della nostra Costituzione e attivato con legge n. 352 del 1970 che riguarda le leggi ordinarie (necessaria la raccolta di almeno 500.000 firme o la richiesta di 5 Consigli regionali);
- quello confermativo di revisione costituzionale previsto dall’art. 138 Cost. che può intervenire sulle eventuali modifiche della Carta solo quando l’approvazione in Parlamento non raggiunge la maggioranza di due terzi dei suoi componenti (previste due votazioni per ogni Camera a distanza di tre mesi). Ne possono fare richiesta almeno 1/5 dei componenti di ciascuna Camera, 5 Consigli regionali o 500.000 elettori.
Per la validità del referendum confermativo si prescinde dal numero dei partecipanti alla votazione e si afferma l’opzione che ha raggiunto più voti di consenso in assoluto (ndr. – in questo caso la domanda a cui rispondere è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente…?”: Sì per confermare, No per disapprovare). Per il referendum abrogativo – che principalmente interessa in queste note in vista del voto dell’8 e 9 giugno – prima di valutare il conteggio occorre che sia raggiunto il “quorum” di votanti pari ad almeno il 50% +1 degli aventi diritto (in questo caso la domanda proposta agli elettori è: “Volete voi l’abrogazione… della Legge…?”; Sì per abrogare, No per mantenere viva la norma vigente).
23 tornate referendarie dal ’46 ad oggi
Dal 1946 a oggi ci sono state 23 tornate elettorali referendarie, mediamente una ogni 3 anni, per un totale di 4 quesiti costituzionali e 72 abrogativi (decine i non ammessi per mancanza di firme e/o perché dichiarati inammissibili in quanto riguardanti tributi, amnistia, trattati internazionali…).
L’andamento della partecipazione al voto è risultato alterno (v. Elenco referendum abrogativi in Italia, in https://it.vikipedia.org). Dal 1974 al 1981 i referendum abrogativi ammessi dalla Corte raggiungevano normalmente il quorum con oltre il 70% di votanti, dal 1985 l’affluenza cala (restano senza quorum caccia, fitofarmaci), riprende nel 1991 (abolizione preferenze), nel 1993 risale fino al 77% (droghe leggere e finanziamento pubblico dei partiti), fino poi a scendere lentamente ma inesorabilmente fino al 21% di partecipanti al voto (riforma Csm, equa valutazione dei magistrati).
Il quesito referendario
Uno dei problemi più delicati dei referendum sta nel quesito, che sia comprensibile e omogeneo e univoco quanto agli effetti anche indiretti che il suo esito può produrre. Il Comitato promotore che promuove un referendum, ma non riesce a raccogliere le firme necessarie, o non raggiunge il quorum o comunque perde la consultazione, ha un effetto di immagine negativo sul proprio ente sia esso partito, sindacato, associazione, ruolo istituzionale.
Questo effetto, che dovrebbe rimanere secondario, a volte diventa preminente, come si è visto con evidenza in alcuni referendum istituzionali che assunsero un effetto politico: nel 2001 la modifica del Titolo V della Costituzione sull’autonomia regionale (con affluenza del 34%); nel 2016 la riforma Boschi-Renzi per il superamento del bicameralismo paritario (affluenza del 65% , dove però vinsero i No al 59%, con effetti sul Governo); nel 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari (affluenza al 51%, vittoria del Sì di conferma al 70%). Ma come lo è stato per referendum “valoriali” come su divorzio e aborto potrebbe diventare socialmente e politicamente rilevante l’esito positivo del referendum sulla cittadinanza.
Referendum come opportunità, da maneggiare con cura.
Paolo Danuvola
* Per fare luce sul Referendum dell’8 e 9 giugno, l’Azione cattolica italiana sta fornendo – attraverso il sito nazionale, https://azionecattolica.it/ – una serie di contributi sul senso e valore dell’istituto referendario e sul contenuto specifico dei 5 referendum proposti quest’anno ai cittadini italiani.






