Martedì 6 maggio ho partecipato a un incontro su Pier Giorgio Frassati organizzato dal Decanato di Magenta, all’oratorio di Bareggio, in vista della sua prossima canonizzazione. La serata è stata guidata da Luca Diliberto, storico e autore di un libro su Frassati recentemente pubblicato, insieme a Giorgia Beretta e Samuele Ricci, vicepresidenti diocesani del settore giovani dell’Azione Cattolica di Milano.
Luca ci ha raccontato la vita di Pier Giorgio, mettendo in luce la sua santità vissuta nel quotidiano. Giorgia e Samuele, invece, hanno provato a mostrare cosa di quella vita può ancora parlare e ispirare i giovani di oggi.
Gli spunti non sono mancati. Luca ha ricordato come la vita di Frassati fosse, almeno all’apparenza, “normale”. Scelse di studiare Ingegneria Mineraria per stare vicino agli operai e aiutare concretamente i più poveri, dedicando loro il suo tempo, il suo denaro e tanta energia. Eppure, era anche un giovane che amava la compagnia, lo sport e soprattutto la montagna.
Giorgia e Samuele hanno esordito con una domanda provocatoria: “Frassati è un giovane normale?”. Normale in che senso, se riesce a fare tutto questo: studiare, impegnarsi in associazioni, servire i poveri e avere una vita sociale attivissima? Eppure, proprio nella sua capacità di tenere insieme fede, impegno e vita “laica”, Pier Giorgio può essere un esempio concreto per tutti noi, giovani e meno giovani, che proviamo a vivere la fede nel mondo. Una fede che non perde mai la gioia di vivere.
Anche dal pubblico sono arrivati spunti interessanti. Don Angelo di Sedriano, per esempio, ci ha ricordato con un sorriso che Pier Giorgio fumava la pipa. Un santo con la pipa?! Sì, perché la santità non è per pochi perfetti, ma per chiunque resti vicino al Signore, nella vita reale, con le sue passioni, i suoi difetti, le sue abitudini.
Infine, Nadia ha citato il motto di Frassati: “Vivere, non vivacchiare”. Una frase che ha colpito tutti, soprattutto chi, come me e la maggior parte dei presenti, dopo una giornata lunga e faticosa, abbiamo deciso comunque di uscire per partecipare all’incontro, vincendo la pigrizia. È stato bello sentirci ricordare, specialmente dai giovani, che per puntare alla santità non serve essere supereroi, ma avere un cuore vivo, pieno di gioia, e il desiderio di vivere e non vivacchiare.






