E’ iniziato il cammino che porta a rinnovare l’adesione all’Azione Cattolica, l’AC come è più familiarmente chiamata da noi soci, una scelta di impegno e passione che ciascuno di noi rinnova ogni anno, una vocazione laicale a stare nella Chiesa, a servizio della comunità e del territorio in cui ci troviamo.
Una rete di persone
Associarsi non è aggregarsi: associarsi parla di legami, di una rete di persone che desiderano condividere un pezzo di cammino, nella storia della Chiesa di questo tempo.
Aderire all’Associazione ha oggi ancora più valore in un tempo di solitudine: l’Associazione propone di “stare bene insieme”. Lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet, in una recente intervista, afferma che «È come se ognuno avesse vita a sé: non esiste più il senso di comunità». I laici di Azione Cattolica si educano reciprocamente alla responsabilità, in un cammino personale e comunitario di formazione umana e cristiana. Vogliono essere attenti, come singoli e come comunità, alla crescita delle persone che incontrano.
A braccia aperte
Siamo reduci dall’entusiasmante incontro in piazza San Pietro con Papa Francesco che in primavera ha segnato l’inizio della XVIII Assemblea nazionale e che aveva per titolo “A braccia aperte”. Un’assemblea al termine della quale, nel messaggio alla Chiesa e al Paese, l’AC scriveva che «popolando la piazza degli abbracci, l’Ac si è riscoperta, ed è stata riscoperta, come significativa per la vita di ogni aderente, della Chiesa italiana e del Paese. L’incontro del 25 aprile con Francesco non è stato un raduno spontaneo e occasionale: è il frutto del bisogno di stringerci insieme perché l’Associazione non ha mai smesso di scommettere sulla fraternità che scaturisce dall’incontro con Cristo risorto e vivente in mezzo a noi. Quella piazza nasce dal silenzio del marzo 2020, quando il Santo Padre ci ha ricordato che nessuno si salva da solo. Allora, solo insieme possiamo riconoscere che ci sono tanti abbracci che mancano, tante occasioni per riscoprirsi fratelli e, ancora, tanti abbracci che salvano a partire da quello misericordioso del Padre celeste. Il calore della piazza vuole offrire nuovamente al Paese e alla Chiesa la grande speranza di crescere tutti assieme nella “cultura dell’abbraccio”».
In quella piazza Papa Francesco ci ha ricordato cos’è la cultura dell’abbraccio: «Cosa sarebbe la nostra vita, e come potrebbe realizzarsi la missione della Chiesa senza questi abbracci? Perciò vorrei proporvi, come spunti di riflessione, tre tipi di abbraccio: l’abbraccio che manca, l’abbraccio che salva, l’abbraccio che cambia la vita». E ha concluso con un invito: «Vedervi qui tutti insieme mi fa venire in mente il Sinodo e penso al sinodo in corso che giunge alla terza tappa quella profetica; ora si tratta di tradurre il lavoro delle fasi precedenti in scelte che diano slancio alla vita nuova e alla Chiesa del suo tempo. Vi invito a essere atleti e portabandiera di sinodalità nelle diocesi e nelle parrocchie».
“Farò la tessera”
Il tema che l’Associazione vorrebbe approfondire quest’anno è “Pellegrini e seminatori di speranza”: camminiamo insieme alla Chiesa diocesana e universale verso il Giubileo proposto da Papa Francesco.
Aderire diventa una scelta di responsabilità: se hai a cuore la tua fede, la vuoi coltivare, alimentare, vuoi farla crescere nel confronto con gli altri puoi aderire all’Azione Cattolica e condividerne la strada. Anzi, farla, tutti insieme.
Anche per quest’anno, quindi, “farò la tessera”, e la propongo a te che leggi: un gesto piccolo ma potente, per chi non ha timore di appartenere, di far suo un progetto di vita e di fede e di raccontarlo alla propria comunità. Un gesto che tanti continuano a fare, anche se non possono più partecipare, perché l’AC ha segnato la loro vita e in questo modo, con gratitudine, la sostengono economicamente e con la preghiera, perché possa portare ad altri la ricchezza che ha portato loro.
Tanti sì
L’AC ci allena a tanti Sì: sì alla Vita, dono da accogliere e ridonare; sì al tempo che viviamo, sì al camminare insieme fino a scoprirsi fratelli donati e compagni di viaggio, sì alla Chiesa che ci indica Gesù da seguire, sì alla nostra Comunità parrocchiale, sì all’impegno personale che educa al dono e dà gioia e sì al coraggio d’invitare, coinvolgere e regalare ad altri l’opportunità di camminare con noi.
Un sì che pronunceremo insieme, come ogni anno, in una data speciale: l’8 dicembre, la “Festa dell’Adesione”, in cui i nostri sì diventeranno eco di un Sì straordinariamente contagioso, quello di Maria.
Giancarlo Melzi, segretario diocesano di Azione cattolica ambrosiana






