«La vita non è una corsa, è un sentiero. La fede cristiana non è una formula, è una luce. La speranza non è un sogno, ma il segno tangibile di un amore concretamente offerto senza misura. L’Azione Cattolica vuole stare, ancora, dalla parte della vita, della fede e della speranza». Cari amici, abbiamo scritto queste parole nel Documento dell’Assemblea diocesana dell’11 febbraio 2024. Suonano come un incoraggiamento, esprimono una volontà, tratteggiano un essere.
Siamo così in piena sintonia con gli “Orientamenti” dell’AC nazionale per il triennio 2024-2027, dove leggiamo: «Ci disponiamo a percorrere questo triennio appena iniziato come Pellegrini di Speranza facendo nostra l’immagine che il Santo Padre ha voluto come simbolo del prossimo Giubileo ordinario del 2025, ancora più consapevoli che l’attraversamento di questo cambiamento di epoca, in primo luogo, ci chiede di essere ancorati alla Speranza». Per l’anno associativo che prende avvio vorrei segnalare solo qualche spunto di riflessione a partire dagli stessi esiti dell’Assemblea diocesana.
Nel frattempo la Presidenza ha pubblicato le Linee guida 2024-2025 di ACR, Giovani e Adulti, unitamente al Documento Assembleare: invito tutti i soci a prenderne visione, così da farle nostre. Siamo di fronte a un anno che potremmo inserire sotto una triplice luce. Quella del Giubileo della Speranza, perché sia la speranza a segnare la nostra gioiosa e attiva presenza di laici cristiani. Il passo evangelico di Giovanni 15 che l’arcivescovo Mario ci ha chiesto di approfondire, così da arricchire il tratto identitario della nostra associazione. E poi i tre verbi che ci stanno accompagnando, segnando lo stile associativo: pregare, pensare, appassionarsi.
Siamo peraltro consapevoli che il “cambiamento d’epoca” che stiamo attraversando è carico di accelerazioni che ci spiazzano, di interrogativi che spesso rimangono senza risposta. Un tempo che sfida l’umanità, la fede, la Chiesa. Dunque vogliamo domandarci: cosa ci sta dicendo la vita? Cosa ci sta dicendo la gente? Siamo capaci di metterci in ascolto dei silenzi con cui le persone ci stanno già parlando? Sono solo pochi elementi per dirci che il percorso associativo può essere sempre più creativo, generoso, aperto; un cammino che non scarta strade improbabili, persino inattese. Siamo chiamati a cercare e a coltivare sorprese!
L’Assemblea Diocesana ci ha consegnato in questo senso almeno quattro priorità ed è tempo di dar loro concretezza: definire progetti e individuare azioni per la testimonianza cristiana negli ambiti della vita laicale: la famiglia, la scuola, il lavoro, l’impegno socio-politico, la comunicazione; rafforzare e rendere ancora più vitale il rapporto centro-periferia, avendo a cuore la vitalità dei gruppi locali di AC affinché sul territorio siano lievito per le rispettive comunità; portare avanti la revisione della struttura associativa, sulla base del nuovo Atto normativo. Non ultimo: assumere con responsabilità il tema della sostenibilità dell’associazione, sul piano delle risorse umane ed economiche.
Poniamo inoltre in primo piano, restando fedeli al Documento assembleare, i punti nodali sottolineati dall’ultimo Consiglio diocesano sui quali impegnarci tutti assieme: la formazione, i giovani, i poveri e le “comunità nuove”. Ancora due sottolineature che ritengono importantissime. Dalla Giornata parrocchiale di domenica 6 ottobre alla Giornata dell’Adesione dell’8 dicembre vorremmo impegnarci a presentare nuovamente l’AC nelle rispettive realtà territoriali ed ecclesiali. Le belle iniziative vanno condivise, nella convinzione che l’AC è uno “strumento” – magari semplice e mite – per l’evangelizzazione. Sarà bello anche riproporre l’Adesione all’AC in un momento in cui c’è vuoto di appartenenza, in cui le solitudini avvolgono la vita. Siamo convinti che l’associazione sia una forte esperienza di protagonismo comunitario. Un essere con, essere per. Abbiamo davanti un anno intenso, da affrontare con energia, creatività, passione e una buona dose di divertimento. A tutti buon anno associativo!
Gianni Borsa






