È trascorso un anno dall’11 febbraio 2024, giorno dell’elezione del nuovo Consiglio Diocesano che sta guidando l’AC Ambrosiana in questo 2025 e la guiderà fino al 2027. In questi mesi i consiglieri si sono ritrovati per riflettere sul futuro dell’Associazione a partire dai punti fermi indicati nel Documento Assembleare e ispirati dall’incoraggiamento che l’Arcivescovo Delpini ha pronunciato proprio quel giorno: “Siete uomini e donne di Giovanni 15!”.
Un’esperienza associativa che educa alla corresponsabilità
Il desiderio è quello di vivere la Chiesa attraverso un’esperienza associativa che sia rappresentata sul territorio, quale luogo creativo che educa alla corresponsabilità; che sia continuamente supportata dal dialogo tra centro e periferia; che possa sperimentare spazi e tempi di crescita, nella fede e nella vita, attraverso appositi percorsi formativi e che sia sostenibile, grazie al contributo di ciascuno, per continuare a promuovere iniziative di valore. Per fare tutto ciò, è indispensabile avere piena consapevolezza del presente in cui viviamo per intercettare i bisogni più urgenti da affrontare. Emergono, infatti, tre temi che il Consiglio sta approfondendo per proporre interventi mirati e concreti: giovani e poveri, formazione, comunità nuove.
I temi al centro del lavoro del Consiglio Diocesano nel 2025: giovani e poveri
Pensare alla sfida “giovani e poveri” insieme significa prendere atto della Chiesa del presente che spesso fatica ad attrarre i giovani e che deve confrontarsi con le crescenti povertà, materiali ed esistenziali. L’AC Ambrosiana desidera, in un’ottica intergenerazionale, comprendere come i giovani vivano la fede e la Chiesa oggi, adottando un linguaggio e valorizzando proposte che siano coerenti con il sentire delle giovani generazioni. È centrale, a questo proposito, la formazione per e con i soci, affinché Vita e Parola siano sempre più percepite come strettamente legate e i contenuti acquisiti possano responsabilizzare tutti a servire le comunità quotidiane, ecclesiali e sociali. Saranno queste le “comunità nuove”, quelle che, a fronte della complessità odierna, saranno capaci di veicolare il messaggio del Vangelo, rilanciando e osando quelle azioni da mettere in campo per dare un volto nuovo alle Comunità che viviamo.
L’attenzione su come portare frutto
Lo stile con il quale approcciarci alle sfide dell’anno che si è appena aperto è riassunto nell’invito tratto dal Vangelo di Giovanni: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri” (Gv 15, 16-17). Non è specificato quale dovrebbe essere il “frutto” finale, il risultato di questo triennio. L’attenzione è posta sulla relazione tra il Padre e i suoi figli, sul come portare frutto: rimanendo in Lui, ascoltando la Sua Parola, osservando i Suoi comandamenti, vivendo nell’amore reciproco.
Corinna Ciotti






