Lo scorso 15 dicembre 2024, in occasione del 50° anniversario di Caritas Ambrosiana e in vista dell’apertura del Giubileo, la Diocesi di Milano ha reso noto un progetto di vasta portata, volto ad affrontare una delle principali sfide sociali del nostro tempo e dei nostri territori: il diritto all’abitare.
Ispirato al cardinale Schuster, la diocesi ha costituito il nuovo «Fondo Schuster. Case per la gente», che ha avuto inizialmente una dotazione di 1 milione di euro, derivante da riserve diocesane. Ad oggi, dopo tre mesi dall’inizio, il fondo ha raccolto due milioni di euro, alimentato da donazioni monetarie (effettuate da cittadini, imprese, enti privati o pubblici) e dal conferimento di appartamenti (pubblici e privati).
Negli ultimi anni, anche in Lombardia, tra le Regioni italiane un tempo considerate meno a rischio, si è aggravato il contesto di povertà e in particolar modo si sono accentuate le difficoltà legate all’accesso all’abitare. Buona parte di coloro che sono assistiti dalla Caritas ambrosiana hanno via via trovato sempre più ostacoli a far fronte ai costi abitativi (costo affitti, prezzi bollette, rate del mutuo, etc…).
In un contesto fortemente orientato alla proprietà, le famiglie in povertà si rivolgono più facilmente all’affitto, ma questo è diventato con il tempo difficilmente sostenibile: i dati Istat, ad esempio, indicano che nel 2022 l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie in affitto era circa del 21%, mentre è di circa il 4,8% tra coloro che sono proprietari di casa. Un altro dato rilevante mostra come siano particolarmente penalizzate sul mercato immobiliare le fasce giovanili e gli stranieri. I dati immobiliari indicano, poi, una crescita dell’11,5% dei valori sul Comune di Milano in dieci anni, tra il 2011 e il 2021, e questa curva crescente ancora oggi non si arresta: gli affitti mensili sono passati dai 18,6 euro al mq ai 21,3 al mq del 2023, portando ad un aumento degli sfratti per morosità cresciuti dopo lo stop della pandemia. Secondo i dati recenti, dal 2015 al 2022 nel comune di Milano sono stati emessi provvedimenti di sfratto di 10.040 nuclei familiari (in media circa 1.255 l’anno).
Il fondo Schuster allora, fin dalla sua costituzione, si è posto tre obiettivi fondamentali:
- la riqualificazione degli alloggi tramite lavori di ristrutturazione (50%);
- l’accantonamento delle garanzie per i privati che mettono a disposizione gli appartamenti con affitti calmierati (20%) e infine
- un contributo alle spese abitative, da quelle per l’affitto a quelle per le bollette, alle spese condominiali o quelle di riqualificazione (30%).
Le varie zone della Diocesi e i vari decanati si sono sentiti chiamati in causa e si sono rimboccati le maniche: il decanato di Monza (Brugherio, Monza, Villasanta), ad esempio, ha proposto per tutta la Quaresima 2025 nel proprio territorio una dilazione degli sfratti, la messa a disposizione da parte dei cittadini e dei fedeli degli alloggi sfitti, l’avvio di progetti di utilizzo sociale, l’individuazione di alloggi per favorire l’inserimento sociale.
La comunità cristiana del decanato di Monza si è così fatta promotrice di un vero e proprio appello, il cui scopo è di «offrire una soluzione abitativa ai tanti uomini e donne che ne hanno bisogno e che vorrebbero trovare le condizioni per continuare a vivere là dove sono cresciuti o che vorrebbero venire a lavorare e abitare nelle nostre città». Si tratta, in sostanza, di un impegno di giustizia, per correggere le tante storture che caratterizzano la realtà sociale.
Come specificato dal direttore della Caritas di Milano Luciano Gualzetti, il lavoro è stato realizzato anche per stringere “alleanze” con istituzioni pubbliche e mondo delle imprese e terzo settore perché gli interventi abbiano senso e durata. Ma soprattutto la speranza è che il Fondo sia di «stimolo a politiche di settore che evitino la polarizzazione tra città e quartieri per ricchi, e città e quartieri per gli altri ceti sociali». «Il Fondo Schuster non vuole essere solo una raccolta di risorse – ha aggiunto l’Arcivescovo –: vuole essere un messaggio, una provocazione, un invito alle istituzioni e a tutti gli enti e le persone sensibili alla sfida. […] Invochiamo una politica, una strategia, un’alleanza perché anche nella nostra città e nelle città della nostra diocesi si diffonda una parola di speranza e di incoraggiamento».
Alberto Ratti






