Nel nuovo libro Pier Giorgio Frassati. Un giovane libero e felice (Ed. In dialogo) Marco Erba scrive nell’Introduzione: “In un mondo ossessionato dalla competizione, dalla prestazione eccellente, dal primeggiare, dalla ricerca di like e follower, la testimonianza di Pier Giorgio è più che mai preziosa”. Una testimonianza straordinariamente vicina ai giovani di oggi. Pier Giorgio è uno sportivo, appassionato di montagna. Organizza gite con amici (i “Tipi loschi”) che diventano occasioni di apostolato. Va a teatro, all’opera, visita i musei, ama la pittura e la musica, si innamora, conosce a memoria interi brani di Dante. Illimitata la sua capacità di attenzione alle necessità degli altri, in particolare dei poveri e dei malati, ai quali dona tempo ed energie. Di Pier Giorgio “colpisce – dice Marco Erba – la gioia di vivere, che è la prima testimonianza cristiana. L’essere felici perché hai incontrato il Signore risorto è la cifra del cristiano ed è la prima forma di testimonianza. La gioia di vivere nella realtà per quello che è, scavando in essa la bellezza, vedendo il bello nelle persone è la prima forma di testimonianza che Pier Giorgio certamente ha vissuto”.

Marco Erba ha partecipato domenica 9 marzo, in Centro diocesano Ac, alla presentazione di questo volume e del libro Pier Giorgio Frassati e la società dei tipi loschi (con illustrazioni di Michele Bizzi), entrambi curati da Luca Diliberto, insegnante, storico, socio dell’Ac Ambrosiana.
Marco Erba – che è ora in libreria con il nuovo romanzo Amore Nero. Sei fascista o solo arrabbiato? (Ed. Rizzoli – scritto assieme a Mauro Raimondi), concede questa intervista esclusiva per il sito dell’Ac.
Non crede che nelle mille attività di Frassati spicchi la capacità di donarsi agli altri, al prossimo?
“Pier Giorgio è anche un santo del dono. Lui sapeva godere della vita come un dono, come una passeggiata in montagna, il divertimento con gli amici, la felicità scanzonata dello stare insieme. Sapeva donare nella solidarietà quotidiana, concreta, nei confronti dei poveri, ma anche nello stare insieme in modo costruttivo, dialogato, ragionato. Un santo della felicità che vive nella logica del dono ricevuto e condiviso con gli altri. Il testo curato da Luca Diliberto ci consegna una figura attualissima. La fame e il desiderio di felicità è tipico di ogni essere umano, in particolare dei più giovani. Ciò che Frassati testimonia è che sei felice nella misura in cui rendi felice gli altri e doni la tua vita, non vivendo chiuso nella logica dell’egoismo e del possesso”.
Quali possono essere le indicazioni educative di Pier Giorgio Frassati per i giovani del nostro tempo?
“L’aspetto estremamente educativo che testimonia Pier Giorgio è che l’impegno e la fatica, se indirizzati verso una meta, se ricchi di significato, sono qualcosa di bello e positivo. Lo sport in questo senso è emblematico. Lui scalava le montagne. Scalare una montagna è una gran fatica, ma con una meta che riempie il cammino di significato. Lo stesso vale per il suo impegno nelle associazioni, nella politica, nel dire la sua… Impegnarsi per qualcuno, per qualcosa, per il mondo intorno a me, rende felici. Questo scardina un paradigma imperante: che la felicità è nel disimpegno, nella facilità. La vita non è facile, ma per questo è bella. La vita diventa bella, ricca, quando è vissuta come una sfida raccolta e attraversata”.
Come possiamo attualizzare la memoria di Pier Giorgio Frassati?
“La figura di Pier Giorgio è attualissima. Conoscendo la sua biografia la si sente molto vicina, a partire dalla sua famiglia non certamente credente, tantomeno bigotta. Eppure in questa famiglia plurale, trova la sua strada, la sua capacità di accogliere ogni persona per ciò che è, la sua totale ostilità al fascismo in quanto ideologia violenta e del pensiero unico. Questo è tutto estremamente attuale. Siamo in una società plurale, siamo in una società imperfetta e con mille limiti, ma dentro lì è possibile incontrare il Signore risorto. È ciò che Pier Giorgio ha fatto fino al suo ultimo respiro”.
C’è un tratto di Frassati che l’ha particolarmente colpita?
“Il suo rapporto con Laura Hidalgo, una ragazza di cui si era innamorato, ma che ha lasciato andare, un amore non compiuto. Un amore che sublima nel momento in cui lui le augura tutta la felicità del mondo. Ci sono amori che diventano cammino reciproco, ma amare è anche lasciare andare, nella libertà. Questo, in una società dove si rischia il possesso anche nelle relazioni, è fondamentale. Quindi una modalità di vivere libera e felice, come dice il titolo del libro. Una persona interiormente libera è capace di rispettare gli altri. Frassati ci consegna una felicità contagiosa, uno stare bene insieme. Ci richiama un Gesù che si rivela nella bontà delle relazioni umane”.
Silvio Mengotto
La copertina del nuovo romanzo di Marco Erba “Amore Nero. Sei fascista o solo arrabbiato? ”







