Cari sposi e spose di tutto il mondo! In occasione dell’Anno “Famiglia Amoris laetitia”, mi rivolgo a voi per esprimervi tutto il mio affetto e la mia vicinanza in questo tempo così speciale che stiamo vivendo.
Con queste parole Papa Francesco inizia la sua lettera agli sposi e alle spose, per chiedere a ciascuna coppia di esprimere il loro carisma all’interno della Chiesa. Ecco il commento di Alessia ed Emanuele alla prima parte della Lettera del Santo Padre del 26 Dicembre 2021.
Come è possibile in un contesto che da due anni a questa parte continua a ridefinire ritmi e abitudini in tutti gli ambiti delle nostre vite avere uno sguardo teso agli altri e rivolto all’esterno e al mondo? Sarebbe molto più semplice guardare nel proprio piccolo e ricreare uno spazio protetto per sé e per la propria cerchia ristretta di affetti.
Ci sentiamo come tanti piccoli pezzi di un puzzle che ogni giorno viene rimescolato nella scatola della vita. Se un giorno ci sembra di aver rimesso insieme qualche pezzetto in più, il giorno successivo accade qualcosa per cui tutto viene nuovamente rimescolato.
Le relazioni con le nostre famiglie di origine, la partecipazione attiva nella comunità locale, la scuola dei nostri figli, gli amici, la dimensione dell’accoglienza casalinga: tutto questo è profondamente cambiato e non eravamo pronti.
“Famiglia in uscita”: l’espressione richiamata da papa Francesco è, per noi, una chiamata a ridefinire un percorso come famiglia che, nonostante la particolarità di questo periodo, vuole stare nel mondo e vuole accompagnare i propri figli a crescere all’interno della comunità cristiana.
La spinta forte sicuramente l’abbiamo avuta proprio in quanto genitori di due bambini che con la loro semplicità e genuinità ci spronano a guardare in modo positivo al futuro.
Così ci siamo rimessi in gioco a partire dalla comunità locale in cui viviamo e che grazie anche ai tempi più lenti dettati dai lockdown abbiamo cominciato a vivere diversamente.
E se effettivamente ripensiamo a quale è stato il nostro primo movimento in uscita dopo il primo lockdown di fatto è stata la partecipazione all’Eucarestia insieme come famiglia.
E’ da lì che siamo ripartiti ed è lì che torniamo quando il timore di sbagliare, i dubbi, ci fanno discutere e rivedere le nostre scelte. E’ vero ciò che dice Papa Francesco e noi lo abbiamo sperimentato: nel cammino non siamo soli.
C’è un episodio che a distanza di più di un anno genera in me una forte emozione ogni volta che ci ripenso: quando sono state reintrodotte le celebrazioni in presenza, ho iniziato a svolgere il servizio come volontaria. Durante le prime celebrazioni diversi fedeli piangevano nel momento in cui si potevano accostare nuovamente all’Eucarestia ricevendo il corpo di Cristo dal sacerdote. Mi sono commossa e mi commuovo ancora al pensiero della grazia che riceviamo ogni volta che abbiamo la possibilità di vivere insieme quel momento in Presenza.
Alessia Longoni ed Emanuele Novara









