Undici anni dopo la pubblicazione della Laudato si’, il messaggio dell’ecologia integrale continua a interrogare il nostro presente con una forza sorprendentemente attuale.
La Settimana Laudato Si’ 2026, che si celebra in questi giorni fino al 24 Maggio, sceglie un tema semplice e profondo insieme: “Dalla speranza all’azione”. Un invito che non riguarda soltanto le istituzioni o i grandi vertici internazionali, ma ciascuno di noi, nelle scelte quotidiane, nei legami, nel modo di abitare il mondo.
La speranza, infatti, non è attesa passiva. È movimento. È responsabilità condivisa.
La conversione ecologica di cui parlava Papa Francesco non nasce da gesti straordinari, ma da passi concreti: proteggere il creato, ricostruire relazioni, rafforzare le comunità, scegliere stili di vita più sobri e giusti.
A undici anni dall’enciclica, appare sempre più evidente quanto quelle parole fossero profetiche.
L’ecologia integrale non è diventata uno slogan consumato dal tempo, ma “un sentiero tracciato tra le rocce”, un orizzonte da attraversare giorno dopo giorno. Come scrive Maurizio Guarnaschelli nel testo Undici anni di Laudato si’ – Un anno senza Francesco, abbiamo compreso che “la noncuranza, la distrazione, la superficialità sono lussi che il mondo non può più permettersi”.
E i dati di questi mesi lo confermano con drammatica chiarezza.
Il cambiamento climatico non è più una minaccia lontana: riguarda la salute, il lavoro, il cibo, la qualità della vita. Secondo il nuovo rapporto Lancet Countdown Europe 2026, quasi tutte le regioni europee hanno registrato un aumento dei decessi legati al caldo estremo nell’ultimo decennio.
Le conseguenze colpiscono soprattutto i più fragili: anziani, bambini, lavoratori esposti, famiglie vulnerabili. Crescono l’insicurezza alimentare, la diffusione di malattie infettive, perfino l’ecoansia tra i giovani.
Eppure, proprio dentro questo scenario difficile, la Settimana Laudato Si’ prova a riaccendere una possibilità: passare dalla preoccupazione alla cura, dalla paura alla responsabilità condivisa.
Significa riscoprire il valore delle piccole azioni quotidiane.
Ridurre gli sprechi. Custodire il territorio. Scegliere energie pulite. Educare le nuove generazioni al rispetto della terra. Tornare a sentirci “abitanti” del pianeta e non semplici consumatori.
Un anno senza Francesco
Quest’anno, inoltre, la Settimana Laudato Si’ si vive con un sentimento particolare: il primo anniversario senza Papa Francesco. La sua voce manca, ma la sua eredità continua a camminare nelle comunità, nei giovani, nelle realtà che ogni giorno cercano di trasformare l’attenzione per il creato in gesti concreti di fraternità.
Perché il prossimo capitolo della Laudato Si’ non sarà scritto soltanto nei documenti o nei convegni.
Comincia da noi.
Dalle nostre case, dalle scuole, dai luoghi di lavoro, dalle comunità.
Con questo desiderio rinnoviamo l’invito a partecipare a Passi in cerca di bellezza, Tre giorni tra la montagna e il lago.
Tre giorni tra la montagna e il lago
L’edizione 2026 ci porterà tra Val San Martino e Valsassina, tra boschi, torrenti, piccoli borghi e panorami aperti sulle montagne lombarde. In questi luoghi, segnati da una lunga storia di relazioni tra persone e ambiente, proveremo a riconoscere i segni di quell’alleanza tra umanità e creato che oggi più che mai siamo chiamati a custodire.
Durante i tre giorni alterneremo cammino, letture, momenti di riflessione, incontri con le comunità locali e tempi di condivisione, lasciandoci accompagnare da alcune pagine delle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti. Sarà un’esperienza semplice e intensa: passi nei boschi, soste lungo l’acqua, borghi di montagna, prodotti della terra, storie di persone che abitano questi luoghi.
Tre giorni per camminare, contemplare e custodire la casa comune.
Si ringraziano Stefania Grassi e Gigi Pizzi per le foto e i testi.






