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Eco pedagogico#4: dono povero

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Viviamo un tempo da eroi o un tempo per l’uomo? Possiamo essere al servizio degli altri nonostante la nostra fragilità?

A volte ai nostri occhi è ben presente la fragilità altrui, quella verso cui offrire un’attenzione particolare. La realtà dell’ultimo anno, però, ha reso evidente una condizione di vulnerabilità che è parte costitutiva dell’uomo, quindi non solo di chi appare immediatamente debole ma propria di ciascuna persona.

Durante le giornate teologiche il professor Lizzola ha affermato che anche nell’essere prossimi ci si è riscoperti fragili, ma nonostante questa natura imperfetta “abbiamo provato a tenere in mano le vite, i corpi a volte, le storie nostre e delle persone. Sentendo tutta la nostra vulnerabilità ed esercitando, per quanto possibile, le nostre capacità”. [Riguarda la sua relazione]

La realtà ha così portato a sperimentare il dolore di scoprire in se stessi la presenza di un sentimento ambivalente, generato dal conflitto tra lo slancio generoso verso gli altri e il ripiegamento su se stessi per tutelarsi e assicurare la propria vita.

E’ proprio a partire da questa contraddittorietà che all’uomo è consegnata la possibilità concreta di rimanere sempre aperto al prossimo. Talvolta, infatti, siamo chiamati a dover rinunciare all’idea di poterci mettere al servizio degli altri solamente se in modo perfetto e totale, poiché costretti a fare i conti con le fragilità e le povertà che contraddistinguono la vita umana. Lizzola ci ha richiamato pertanto ad offrirci come dono povero, cioè disponibili e reciprocamente responsabili all’interno dei limiti che segnano la nostra umanità possibile.

Irene Costa – Gruppo Pedagogico

Si conclude la rubrica “Echi pedagogici” che hanno voluto fare risuonare le parole ascoltate dal professor Lizzola. Leggi qui gli altri contributi:

Eco #1

Eco #2

Eco #3

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